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Roma 10 nov – A Roma è ancora lo smog a farla da padrone, secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2020. La Capitale d’Italia si è piazzata all’89esimo posto nella classifica riservata alle città più sostenibili. Ma già lo scorso settembre il report Mal’Aria, redatto da Legambiente, aveva evidenziato ben pochi cambiati nell’aria di Roma – e questo nonostante si siano centuplicati i monopattini elettrici, nonostante il lockdown e le tanto decantate piste ciclabili.

Roma, maglia di bronzo (poco invidiabile)

Secondo quanto riferisce Roma Today, dal 2014 al 2018 le centraline dell’Arpa hanno dimostrato che gli sforamenti dei livelli di polveri sottili sono stanti sempre costanti: i parametri europei delimitano la soglia di 20 microgrammi per il PM10, 10 per il Pm 2,5 e 40 per il biossido d’azoto (No2). Manco a dirlo, Roma in quei parametri non ci rientra nemmeno una volta. Il rapporto Ecosistema Urbano 2020 è stato realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia ed il Sole 24 ore. Secondo i loro dati, Roma è il quinto capoluogo con i più elevati tassi di No2, il terzo (dietro Palermo e Torino, se si considerano le città più popolose). In breve, Roma ottiene il podio delle metropoli italiane più inquinate, con una meritatissima medaglia di bronzo.

E le famose “piste ciclabili”?

L’unico “dato positivo” sembrerebbe quello relativo all’estensione delle piste ciclabili. “Roma è in testa alla classifica europea delle corsie per bici pianificate, con 150 km di progetti, seguita da Bologna con 94 e Milano che ha creato 35 km di ciclabili e trasformerà molti controviali in strade urbane ciclabili con limite a 30km/h” spiega Mirko Laurenti, tra gli artefici del Rapporto Ecosistema Urbano 2020. Ma Laurenti puntualizza anche una criticità non da poco:  “Purtroppo” questi 150 km “sono ancora da realizzare”. La Raggi, a maggio, aveva detto che sarebbero state realizzati 5 km al giorno di piste ciclabili. Siamo a Novembre, e sono stati fatti 15 kilometri di piste. Un po’ troppo poco per tessersi da soli le lodi di questa “mobilità alternativa” che sembra dalla Raggi essere un pallino fisso.

Ilaria Paoletti

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