Sanremo, 10 feb – Non bastavano i sermoni di Baglioni sull’immigrazione. Non era sufficiente neppure condirli con i monologhi di Claudio Bisio, tentativi semicolti di propinarci i testi di Michele Serra, il giornalista radical chic per eccellenza che tende a disprezzare il popolo perché il popolo ha smesso di filarsi l’intellighenzia nostrana. Serviva, per suggellare il trionfo del buonismo più trito e stucchevole, un colpaccio finale. Un finto effetto sorpresa prevedibile come il freddo a febbraio. Serviva dunque il verdetto già scritto: la vittoria di Mahmood, cantautore di madre sarda e padre egiziano.

Viene premiato così il perfetto simbolo della società ideale dell’ideologia multiculturale. Peccato che il popolo alla riscossa con la bandiera rossa sia ormai un fantasma del passato e certe fregnacce non se le beve neanche se sparate a reti unificate. Prova ne è che l’ideal totem Mahmood al televoto ha incassato un misero 14%, aggiudicandosi il primo posto soltanto grazie al voto di stampa e giuria. E proprio quest’ultima appare quanto mai emblematica, la cosiddetta giuria d’Onore era infatti composta per lo più da personaggi cresciuti a pane, caviale e morale di sinistra.

Dal regista cantore delle tematiche Lgbt Ferzan Ozpetek, allo storico “smalto rosso” della conduttrice tv Serena Dandini. Passando per Beppe Severgnini, il giornalista del Corrierone che ama definirsi “normale democratico” per rifilarci a ogni piè sospinto frasi fatte, banalità e frecciatine moraliste. Per non farsi mancare un tocco esotico alla linea scelta dal Festival, in giuria c’erano pure Camilla Raznovich, autoproclamatasi “hippy giramondo” e la “lesbica dentro” (sua definizione) Claudia Pandolfi. Insomma, in barba al parere del popolo spettatore, chi l’avrebbe mai detto che con un simile parterre giudicante avrebbe vinto tal Mahmood?

Eugenio Palazzini

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Commenti

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6 Commenti

  1. Quando il popolo Italiano li aggredirà per strada con ferocissima determinazione, tale da rendere consigliabile l’ espatrio, forse i “radical chic” si renderanno conto che gli Italiani non vogliono più ingugnarsi facce color merda…!…..

  2. Anna,Milano . È da cinque anni o forse più che non guardo il festival, da quando i tuttologi radical chic hanno scambiato una gara. Ancora in qualcos’altro…. Complimenti a Mammhod( o come si chiama!). Ho altri gusti musicali… Certo che come dice lui è egiziano da parte di padre e sardo da parte di madre. Padre assente e che non sente da una vita, fossi in lui cambierei cognome altro che portamermelo addosso!!!!Regards!!!!!Anna Mura

  3. Anna,Milano . È da cinque anni o forse più che non guardo il festival, da quando i tuttologi radical chic hanno scambiato una gara canora in qualcos’altro…. Complimenti a Mammhod( o come si chiama!). Ho altri gusti musicali… Certo che come dice lui è egiziano da parte di padre e sardo da parte di madre. Padre assente e che non sente da una vita, fossi in lui cambierei cognome altro che portamermelo addosso!!!!Regards!!!!!Anna Mura

  4. Ero al ristorante e quando casualmente ho intravisto la prima fila di deiezioni umanoidi sinistre parassite in tv , col beato baglioni che li benediceva,ho avuto un improvviso conato di vomito……….il loro voto ha fatto vincere un cantante che se ne frega di negroidi africani e migranti del cazzo vari, poiché appartiene alla stessa scuderia di “sfera ebbasta” , per cui rapper o trapper stravaganti e strapagati, che si muovono con jet privati e pasteggiano in locali 5 stelle superior………per cui i vigliacchi mentitori sinistri , quella prima fila dell’Ariston di pseudo intellettuali ed artisti falliti o meglio parassiti nullafacenti arricchiti, hanno fatto trionfare un mediocre artista, già strapagato,a cui delle polemiche politiche non frega un emerito cazzo……….. auguroni.

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