Roma, 10 feb – Non sanno più cosa inventarsi: adesso “Chiara Ferragni è l’anti Salvini”. Certo al Financial Times la fantasia non manca. Esattamente come non mancano critiche all’Italia e al presunto fascismo personificato dal ministro dell’interno. Verrebbe da dire che non si accettano critiche, da chi stracuoce la pasta o condisce la pizza con l’ananas: oltre a questo, non si può neppure parlare di “black humor” perché con “nero”, scatterebbe l’accusa di squadrismo. Comunque, l’operazione del giornale britannico è stata la seguente: dopo una digressione generosa sugli esordi della “Ferragni blogger“, colei che si identificava in Barbie sdraiata nella vasca d’insalata, si è poi arrivati a lodarla come “imprenditrice digitale” di successo, capace di dettar legge in fatto di tendenza dal suo sito di e-commerce globale.

E fin qui, oltre alle sottolineature benevole alla sua “attitudine femminista”, tutto nella norma. Ma la ciliegina sulla torta (o meglio il biscotto digestive col tè delle cinque), l’articolo lo riserva sul finale: “In un Paese con una significativa fuga di cervelli tra i suoi giovani talenti, questa – ovvero quella degli “italiani internazionali” fra cui annoverare la Ferragni- è una specifica categoria. Ed è anche un atto d’accusa alla classe politica italiana”. L’obiettivo era questo: altro che “moda, Fedez e Leone”, il pargolo diventato ormai personaggio pubblico. Da questo punto in poi, la analisi pregevole del FT comincia ad addentrarsi in discorsi politici per così dire bislacchi. “Mi colpisce – prosegue Rachel Sanderson, autore del pezzo – che Ferragni faccia parte di una manciata di donne d’affari italiane di alto profilo. Una rarità in un mare di uomini anziani e gerontocrati. Il potere in Italia è ancora davvero molto nelle mani degli uomini”.

L’insinuazione che l’Italia sia un Paese sessista, non è poi così velata. Ma non è finita qui: “La freschezza e l’abbraccio all’internazionalismo della Ferragni si stanno rafforzando, al contrario del mood in Italia, che è tetro. Mentre noi parliamo – prosegue Sanderson– Matteo Salvini, il ministro italiano dell’Interno di estrema destra, un uomo che vorrebbe essere primo ministro, ha causato uno sdegno internazionale rifiutando di lasciar attraccare una nave di migranti. Recenti dati suggeriscono che il Paese potrebbe tornare in recessione. Ovunque il discorso è di declino, un Paese davvero molto bello calcificato nel passato, impaurito e incapace di rinnovarsi”. Uno scenario catastrofico, quello tracciato dal giornalista fantasioso. Non pago, evidentemente, della già folle politicizzazione della Ferragni stessa Viene da pensare che nella sede di Londra, al tè si preferiscano i drink di Juncker: gli effetti da sbronza, sono proprio li stessi.

Chiara Soldani

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Commenti

commenti

3 Commenti

  1. Il motivo per cui il cervello della Ferragni non abbia la benché minima possibilità di “scappare” all’estero è fin troppo evidente ed immediato…

  2. Proponiamo anche Valentina Nappi come Ministro delle Pari Opportunità e Rovazzi alla Farnesina!

    Una volta lo humour inglese era di grana migliore…

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