Roma, 16 apr – Roberto Saviano è sempre sul pezzo, da impareggiabile amante delle bufale qual è. Senza proporci una fake social, di tanto in tanto, non può stare. Così, dopo una serie di abbagli ciclopici, è riuscito a rifilarci l’ennesima sciocchezza. Peraltro piuttosto di cattivo gusto, considerato che riguarda una guerra terribile che miete vittime ogni giorno. Il nientologo ha infatti pensato (male) di pubblicare una foto di un bambino ucraino mutilato, accostandola a quanto sta accadendo adesso in Ucraina. Peccato che lo scatto sia del tutto fuori contesto, visto che risale al 2015, quando il conflitto era in atto soltanto nel Donbass.

“Non cercare alibi alla guerra di #Putin è il dovere di chi traccia memoria di questo conflitto – scrive Saviano a corredo della foto – che si accanisce sui corpi dei civili. Rispettare questo dolore significa non farsi cassa di risonanza della propaganda di Mosca”.

 

La bufala di Saviano: chi è il bambino mutilato ritratto nella foto

In realtà, il bimbo ritratto in foto si chiama Mykola Nyzhnykovskyi e rimase mutilato dopo aver raccolto una granata inesplosa in un campo vicino alla sua abitazione a Mariupol nel 2015. Il piccolo perse entrambe le gambe e il braccio destro. Mentre il fratellino di appena 4 anni perse la vita in quella drammatica esplosione.

La foto pubblicata da Saviano, oltretutto, è stata scattata nel dicembre del 2015 addirittura in Canada. Perché il piccolo Mykola venne trasferito a Montreal da una equipe di medici canadesi giunti nel Donbass per curare civili e soldati feriti. I dottori, viste le condizioni del bimbo, optarono per un’operazione in un ospedale all’avanguardia del Quebec, il pediatrico Shriners Hospitals for Children di Montreal.

Ma non è tutto, perché non serviva un mago della rete per evitare una figuraccia social. Lo scatto divenne infatti un simbolo della guerra nel Donbass iniziata nel 2014. Invece il nientologo l’ha usata adesso fuori contesto per puntare il dito contro Putin. Non serviva affatto utilizzare questo scatto per rimarcare le colpe di chi ha attaccato l’Ucraina, è noto a tutti, ma Saviano doveva dire per forza la sua. Senza prima verificare se davvero quello scatto avesse qualcosa a che vedere con le attuali azioni delle truppe russe.

Sbufalato e cocciuto

Con la protervia che lo contraddistingue, nonostante la bufera social scatenata e dopo che decine di utenti lo hanno bacchettato facendogli notare la clamorosa gaffe (eufemismo), Saviano non ha neppure rimosso l’immagine. Per lui va bene lo stesso, perché nessuno può permettersi di sbugiardarlo. “Mi segnalano che questa foto che ho raccolto su @ukrainabezcenzury è del 2015. Nulla cambia nel testo che ho scritto e che ribadisco con ancora più forza”, ha scritto lo scrittore campano. Cambia eccome caro Saviano, te lo stanno facendo notare pure gli amici “fact-checker indipendenti”.

Eugenio Palazzini

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