Messina, 19 ago – Due giorni fa personale della Squadra Mobile della Questura di Messina e del G.I.C.O. – Nucleo P.E.F. della Guardia di Finanza di Messina, hanno tratto in arresto un cittadino egiziano di 19 anni, indiziato del reato di ingresso illegale a seguito di respingimento. Una delle attività normalmente svolte al sopraggiungere dell’ennesimo barcone, dell’ennesima Ong, e a fronte di soggetti che – lo ricordiamo perché troppo spesso sfugge – entrano illegalmente nel nostro Paese, è quella, appunto, investigativa. A seguito dello  sbarco di 255 persone, recuperate in acque internazionali il 16 agosto scorso, e giunte a bordo dei pattugliatori della Guardia Costiera e PV4 della Guardia di Finanza, si individuava un giovane che nell’ottobre del 2021 era stato respinto alla frontiera con provvedimento del Questore di Siracusa e imbarcato su un volo charter diretto in Egitto con divieto di reingresso sul territorio nazionale per un periodo di anni tre.

A proposito di espulsioni e respingimenti

Un caso? Purtroppo non il primo e nemmeno l’ultimo registrato. La questione “espulsione” e “respingimenti” non è mica da poco, sia a fronte di un’emergenza relativa ad atti delinquenziali commessi da questi soggetti sul territorio italiano, sia a fronte di un ulteriore aggravio di spese, sempre e solo, a carico dello Stato. Alla vigilia di Ferragosto, delle 429 persone trasferite da Lampedusa a Trapani, in 82 sono stati fotosegnalati perché dovranno essere espulsi ma il provvedimento di respingimento è stato emesso dalla Questura di Trapani e, dunque, facilmente impugnabile, perché trattasi di territorio diverso (in termini di Provincia) da quello dello sbarco, Lampedusa appunto (dlgs 286/98 art.10 comma 2 lett. a e b).

L’overbooking (passateci il termine) causa anche di questi madornali errori che vanno sempre e comunque a pesare su una gestione che viaggia, un giorno sì e l’altro pure, sul filo dell’emergenza. Superata la metà del mese in corso si è già a quota 49.740, presenze a partire dal primo di gennaio (15 mila in più dello scorso anno), di cui 18 mila sono quasi equamente divisi tra tunisini ed egiziani che stanno arrivando con tutti i mezzi possibili ed immaginabili.

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Open Arms Uno, così Barcellona diventa porto amico

Intanto la flotta delle Ong s’ingrossa. Arriva nel Mediterraneo anche la spagnola Open Arms Uno, dopo la presentazione avvenuta in pompa magna a Barcellona, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Generalitat, del sindaco, del presidente del porto. Il primo, Pere Aragonès ha dichiarato: “Non non serva più solo a proteggere i confini della Fortezza Europa, che dovrebbe rappresentare diritti e libertà, ma piuttosto a salvare vite”. Il sindaco di Barcellona, Ada Colau, ha sottolineato l’onore che rappresenta per Barcellona che l’Open Arms Uno porti il nome della città; spera inoltre che il processo che la Ong si sta trovando ad affrontare riguardo alle questioni relative all’Italia si concluda con la condanna dell’ex ministro degli Interni Matteo Salvini. Quindi, ci pare di comprendere, che Barcellona sia in antitesi con quanto fatto dal governo spagnolo in tema di accoglienza e respingimenti.

Beh un’ottima notizia, adesso le Ong sanno di avere un porto amico da raggiungere con lo stesso tempo che impiegano a fare su e giù davanti alle coste siciliane. Nelle more di verificare il reale interesse degli iberici ad accogliere clandestini, ricordiamo che grazie all’organizzazione di CasaPound Italia e dei suoi militanti siciliani, domani, sabato 20 agosto, si terrà una manifestazione contro l’immigrazione clandestina e le suddette Ong. Appuntamento ad Augusta alla Porta spagnola alle 18,30.

Emanuela Volcan

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2 Commenti

  1. Furbetti catalani: da loro esplode da parecchio tempo e tutto va bene per rifilare altrove. Pezzi di m. Occhio che in Eu non finiscano a pensare così anche di noi.

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