Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 apr – Domani torneranno in classe per seguire le lezioni in presenza circa 5,6 milioni di studenti, mentre l’80% del personale scolastico è vaccinato. Tra le polemiche scatenate dagli esperti che considerano gli alunni pericolosi untori vista la diffusione delle varianti tra i più piccoli, il governo Draghi riapre le scuole anche in zona rossa. A tornare sui banchi dopo tanta, troppa didattica a distanza due studenti su tre. Nello specifico, circa il 66% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie. Ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere per recuperare il tempo perduto e garantire un ritorno in classe in sicurezza.

Restano in Dad ancora circa tre milioni di studenti

Il rientro in classe è fondamentale soprattutto per i più piccoli, costretti a seguire la Dad da casa con gravi ripercussioni su apprendimento e socialità. Sono ben 2,7 milioni gli alunni più piccoli della scuola dell’infanzia e delle elementari, che torneranno in classe anche nelle zone rosse dopo la chiusura imposta dal governo Draghi. Stesso discorso per gli studenti della prima media e per i più piccini (0-3 anni) che andranno al nido. Restano in Dad gli studenti dalla seconda media in su (per un totale di circa 3 milioni di alunni). I dati li fornisce Tuttoscuola.

Ecco le regioni più interessate dal ritorno in classe

Nel dettaglio, saranno 5.568.708 gli alunni di scuole statali e paritarie che potranno seguire le lezioni in presenza. Dopo un mese torneranno in classe 832mila bambini di scuola dell’infanzia (3-6 anni), 1,5 milioni di alunni di scuola primaria e 342mila del primo anno di scuola secondaria di I grado. Le regioni più interessate dal ritorno in classe in presenza sono la Lombardia con 785.910 (e 615.903 ancora in Dad), il Lazio con 687.592 (e 133.737 in Dad), il Veneto con 573.694 (e 106.402 in Dad), la Campania con 484.731 (e 460.262 in Dad) e l’Emilia-Romagna con 335.580 alunni (e 284.843 in Dad). Le isole invece vantano la quasi totalità degli alunni in presenza (82-83%): Sicilia con 614.891 e Sardegna con 170.004 studenti.

Giannelli (Anp): “Vaccinato oltre l’80% del personale scolastico”

“Oltre l’80% del personale scolastico è stato vaccinato”, afferma il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi (Anp), Antonello Giannelli, ai microfoni di Sky Tg24. Il problema è che sul piano di monitoraggio e di screening basato su tamponi veloci e quello della messa in sicurezza dei mezzi di trasporto pubblici – obietta Giannelli – “non registro particolari passi avanti”. Nello specifico, per il monitoraggio “credo che ci sia un problema logistico”, spiega. “Effettuare questo tipo di operazione su tutta la popolazione studentesca in presenza, è un’operazione di grandi dimensioni. Da questo punto di vista, i numeri degli operatori e dell’organizzazione logistica, credo non siano ancora sufficienti per condurla. Fatto sta che non si sta portando avanti, se non per realtà isolate”, precisa il presidente dell’Anp.

Il piano estate di Bianchi (su base volontaria)

Nel frattempo si lavora al cosiddetto piano estate del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. Pochi giorni fa si è tenuto un incontro con regioni, comuni e province per stabilire un primo calendario provvisorio delle attività. A giugno recupero degli apprendimenti, a settembre accoglienza e nei mesi di luglio e agosto socializzazione e aspetti ricreativi. Le attività sarebbero su base volontaria. Ma anche su questo fronte non mancano le polemiche. Per non parlare dei sindacati di settore che hanno già scioperato contro un ipotetico prolungamento del calendario scolastico. Come conferma anche Gianelli, “si potranno svolgere attività volte alla socialità ma anche al recupero di alcune materie nel periodo seguente la conclusione delle lezioni, basandoci anche su personale esterno alla scuola”. Al momento comunque niente è stato deciso.

Verso un protocollo unico in caso di contagi in classe

Stesso discorso vale per l’idea di un protocollo unico in caso di contagi in classe. Un insieme di regole valide per tutti gli istituti del territorio nazionale, per continuare a tenere aperte le scuole in sicurezza. E soprattutto per ovviare al caos visto finora. “Ho denunciato più volte questo problema – sottolinea Mario Rusconi, presidente dell’Anp Lazio – in caso di studenti contagiati a Roma la AslRm1 ha dato indicazioni diverse dalla AslRm2. Le regole cambiavano nelle scuole romane a seconda della zona, è assurdo”. E stiamo parlando di una singola regione.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta