Roma, 18 nov – E’ boom di Dad, la didattica a distanza che andava scongiurata a tutti i costi, ma non è colpa (come si vorrebbe far credere) dei bambini non vaccinati, bensì del mancato rispetto delle regole e dei ritardi su tutta la linea della sicurezza anti Covid a scuola. I presidi infatti lanciano l’allarme: incontrano “grandi difficoltà” nell’applicazione dei nuovi protocolli anti Covid, definiti “ingestibili”.



Dad, la denuncia dei presidi: “Asl non seguono nuovi protocolli”

Ad oggi non tutte le Asl seguono ancora le norme che limitano le quarantene a tre positivi per classe, così ci risultano decine di classi a Roma in quarantena anche con un solo caso, con il ritorno della Dad”, riferisce il presidente dell’Anp capitolina, Mario Rusconi. Per il presidente dell’Anp Lazio, Cristina Costarelli, alcune Asl “stanno ancora modificando i protocolli. Il problema è che risultano ingestibili da parte di scuole e famiglie”. “Faccio un esempio – spiega la Costarelli -: quando c’è anche un solo positivo in classe, tutti i compagni devono fare due tamponi, uno subito e uno al quinto giorno. E le scuole devono raccogliere tutti questi dati, tra chi manda subito l’esito del test, chi il giorno dopo, chi non lo fa proprio. Fino a quanto l’iter non termina, non si può tornare alla normalità“. Secondo Mario Rusconi, preside dell’Istituto Pio IX a Roma, “a complicare la situazione c’è il fatto che molti genitori, che prima erano in smart working e ora sono tornati in ufficio, hanno difficoltà a seguire i bambini che devono stare a casa e ci chiedono spiegazioni. Abbiamo sottoposto la questione all’assessore alla scuola del Lazio”.

Il ministro Bianchi minimizza: “Non temo un ritorno alla Dad”

Insomma la caotica catena dei nuovi protocolli causa inevitabili ritardi. Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi minimizza: “Non temo un ritorno alla Dad, stiamo controllando la situazione e lavorando insieme per permettere ai ragazzi di vivere un anno sereno in presenza”. Forse non lo hanno ancora aggiornato sul boom di casi di Dad. Bianchi afferma convinto che la scuola “oggi è in una situazione di sicurezza”. “Il 95% del personale ha fatto la prima dose di vaccino, il 92% la seconda e sta andando a grandi passi verso la terza. I ragazzi tra i 16 e i 19 anni vaccinati sono sopra l’84%. Siamo cioè in una situazione di grande protezione e con le autorità sanitarie locali stiamo lavorando per il controllo”. Insomma, a sentire Bianchi, basta il vaccino e funziona tutto. Ma così non è.

Una caotica catena di competenze

I ritardi si accumulano anche per via della catena delle competenze. “Le azioni di sanità pubblica ricadono nell’ambito delle competenze dei Dipartimenti di Prevenzione (DdP) che risultano incaricati della disposizione delle misure sanitarie da intraprendere”, si legge nei nuovi protocolli in vigore. Misure che includono “l’isolamento dei casi, la quarantena dei contatti e le tempistiche per il rientro a scuola degli alunni/studenti/operatori scolastici”. Il punto dolente è che “fino all’intervento dell’autorità sanitaria, nell’immediatezza della conoscenza del caso positivo, l’Istituto scolastico attiva la seguente procedura già definita e standardizzata, che non comporta alcuna valutazione discrezionale di carattere sanitario”. Questo stabilisce la normativa.

La denuncia di Giannelli (Anp): “Dipartimenti prevenzione chiudono il venerdì e riaprono il lunedì”

Ma il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, sottolinea “con amarezza” che “quel ‘caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente’ rischia di tradursi in un ‘quasi sempre'”. Questo considerato che in più parti d’Italia “i dipartimenti di prevenzione non riescono a garantire la tempistica del testing o, addirittura, non applicano le nuove procedure di tracciamento”. Giannelli punta poi il dito contro “l’aspetto più critico” di tutta la macchina organizzativa. Ossia il fatto che i dipartimenti di prevenzione “spariscono dai radar delle scuole già dal tardo pomeriggio del venerdì per ricomparire solo il lunedì mattina”. Questo “mentre le segnalazioni di casi positivi arrivano alle scuole anche di domenica. Il grande senso di responsabilità dei dirigenti non consente loro di ignorarle in attesa della ripresa lavorativa del lunedì e, pertanto, provvedono, nell’assordante silenzio dei dipartimenti, a quanto previsto dalla nota ministeriale del 6 novembre nella consapevolezza che questo è necessario per combattere la diffusione del contagio”.

Tamponi troppo lenti, fallito pure lo screening nelle scuole sentinella

I numeri parlano chiaro: la Dad è in aumento per via dei ritardi e dei disservizi. Mentre, a sentire esperti e fan del vaccino indiscriminato, basterebbe vaccinare gli under 12 per risolvere tutti i problemi. Un rischio inutile da far correre ai bambini invece di far funzionare la macchina della sicurezza scolastica. Prendiamo il caso di Bologna, dove genitori e rappresentanti dei consigli di istituto denunciano i ritardi sui tamponi e i problemi con le quarantene. Le famiglie chiedono che la Regione garantisca a tutti, ragazzi e insegnanti, “una scuola in presenza e sicura”. “I tempi di ricezione delle comunicazioni-appuntamenti per il tampone sono eccessivamente lenti, obbligando di fatto le scuole a ricorrere nuovamente alla Dad per molte classi”. A denunciarlo è il forum delle associazioni dei genitori e il coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto. Si segnalano lentezze anche nelle “scuole sentinella”, dove si sta sperimentando lo screening attraverso l’utilizzo dei tamponi salivari, con tempi di refertazione talmente lenti da rendere il campionamento quasi inutile.

Servono punti per tamponi rapidi solo per gli studenti

Quello che ci vorrebbe – fanno presente i genitori – sono punti per tamponi rapidi “dedicati esclusivamente ai cittadini in età scolare”. Così come “prevedere che le farmacie riservino fasce orarie all’interno della giornata dedicate esclusivamente all’esecuzione di tamponi ai bambini che frequentano le scuole ed i nidi”. Richiesta che potrebbe essere accolta solo in parte. Per gli over 12, fa presente la Regione, c’è il vaccino. La Asl Toscana nord ovest invece ha già individuato sul proprio territorio 14 postazioni, con orari dedicati, dove studenti e alunni delle scuole potranno eseguire il tampone rapido in caso di contagi in classe. In Puglia, invece, chi è stato a contatto con un positivo confermato entro 48 ore dall’insorgenza dei sintomi o dal test positivo” può effettuare “un test antigenico rapido gratuito in farmacia, presso un laboratorio di analisi o dal pediatra di libera scelta”.

Adolfo Spezzaferro

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