Roma, 18 nov – “Dopo che ci hanno inebetiti per anni è arrivata la società della paura”. E lo stato di emergenza? “Serve solo alla politica”. Maria Rita Gismondo, virologa dell’ospedale Sacco di Milano, non le manda a dire al governo e in un’intervista rilasciata ad Affari Italiani prova a spegnere gli allarmismi martellanti.



Lockdown e restrizioni, la Gismondo spegne gli allarmismi

“Nelle prossime settimane ci sarà un incremento dei contagi perché sta nella natura della stagionalità del virus. Ma i ricoveri si dovrebbero mantenere sotto una certa soglia. Dovrebbe essere così altrimenti perché ci siamo vaccinati? Perché abbiamo fatto i lockdown e usato tutte le misure di contenimento?”. Già, se lo chiedono in molti, d’altronde sono le domande più ovvie da porsi – e soprattutto porre al governo – dopo quasi due anni di restrizioni e gestione schizofrenica dell’epidemia. Come è possibile che nonostante l’altissimo numero di persone vaccinate si torni a parlare di lockdown e chiusure? D’altronde, come fa notare Gismondo, “la situazione dovrebbe essere più controllata”.

Dunque “non è più accettabile parlare di capodanni con le chiusure. Conosciamo il virus e sappiamo come contenerlo. Abbiamo fatto tutto quello che è stato chiesto. Adesso dovremmo raccogliere un po’ i frutti. E usiamo oltre ai vaccini, che abbiamo visto che da soli non ce la fanno, le nuove terapie”.

“Lo stato di emergenza? Non si capisce a cosa serva, forse a Draghi…”

E invece il governo intende addirittura prorogare lo stato di emergenza fino alla prossima estate. Anche su questo, la virologa del Sacco è un fiume in piena. “Non si spiega il fatto che debbano prorogare l’emergenza. E non si capisce a cosa serva. Perché i vaccini, il ministero della Salute, li somministra e ce li può somministrare addirittura rendendoli obbligatori anche senza lo stato di emergenza, tra l’altro lo fa già per alcuni settori. Le mascherine e le misure di contenimento sono compito del ministero della Salute e non abbiamo bisogno dell’emergenza. Qual è quindi la differenza? A cosa serve lo stato di emergenza? Per dare carta bianca al presidente del Consiglio per acquisti extra, per interventi extra? Noi ormai la patologia la conosciamo e la conteniamo con vari mezzi. Cosa c’è di extra che dobbiamo fare?”.

“Non voglio sembrare complottista, ma…”

Eppure, di fronte a tutto questo, non sono molti gli scienziati ad alzare la voce. “Non hanno il coraggio di esplicitarlo perché, vede, oggi c’è una grande paura di uscire fuori dal coro”, dice Gismondo. “Non voglio sembrare complottista ma ci sono troppe cose in questa pandemia che restano inspiegabili, come i rapporti OMS-Cina, l’origine del virus, i contratti con le aziende dei vaccini. Troppe cose che non quadrano. Complotto no, ma, è triste dirlo, quando è arrivata la pandemia è stata anche colta come opportunità da qualcuno”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. La prima volta dopo due anni che un virologo trova il coraggio di vedere le cose da un altra prospettiva, secondo me una opinione chiara, mirata, obbiettiva, brava, finita la pandemia sicuramente verranno fuori qli scandali, perchè, che se ne dica, qualcuno si è fatto tondo, allora sarà troppo tardi, perchè come al solito con la solita faccia tosta scapperanno con il sacco pieno.

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