Roma, 1 giu – Di fronte a un perplesso Lucio Caracciolo, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, Beppe Severgnini la spara: “Gli Stati Uniti non hanno interessi nella guerra in Ucraina”. Per l’ineffabile penna del Corrierone, non è vero che il conflitto fa comodo agli Usa, è anzi corretto dire il contrario. Fantasiosa ricostruzione.

Beppe Severgnini: “La guerra non è negli interessi degli Stati Uniti”

“Gli Stati Uniti si stanno preoccupando, ma non vedo il loro interesse”, dice Severgnini. “Ho sentito una serie di sciocchezze colossali: guerra per procura, (gli Stati Uniti, ndr) vogliono la guerra all’infinito, la guerra fa comodo a loro, la guerra arricchisce gli americani perché ci vendono il gas liquido”, afferma l’opinionista. “Secondo me la guerra non è negli interessi degli Stati Uniti e secondo me neanche della Cina. Non è nell’interesse dell’Europa e neppure della Russia. Per quanto l’oligarchia russa accetterà di rinunciare a tutto questo. E la gente (in Russia, ndr) sta soffrendo. In Russia le cose dentro forse vanno meno bene di quanto vediamo noi da fuori”, dice ancora Severgnini.

La colossale sciocchezza

Due verità, una mezza verità e una colossale sciocchezza (questa sì) partorite. Perché se è vero che Europa e Cina la guerra non fa bene ed è chiaro che in Russia le sanzioni possono farsi sentire, soprattutto a lungo termine, è piuttosto ardito affermare che gli Stati Uniti non stiano passando all’incasso. Eppure Severgnini ne è convinto, a tal punto da giudicare negativamente chi fa notare l’evidenza. Come già fatto notare su questo giornale, se Mosca non intende sedersi al tavolo diplomatico adesso – trattando davvero il cessate il fuoco – fino a che non avrà strappato altri territori del Donbass, dall’altra la Casa Bianca punta a fiaccare Putin e scongiurare le ambizioni “indipendentiste” di un’Europa perennemente in fieri. Seguendo questo filo chiunque può accorgersi che il risultato è il ritorno sulla scena di un’entità data per defunta, fino a due mesi fa, dai suoi stessi animatori: la Nato.

Eugenio Palazzini

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