Noto (SR), 8 giu – “Ci dispiace la spiaggia è chiusa. E no, non sappiamo quando sarà nuovamente fruibile”, decine e decine di volte queste frasi vengono ripetute dagli operatori della Forestale in servizio all’ingresso della spiaggia di Calamosche. Un rituale che dal 21 maggio (sono già oltre due settimane) vede turisti e bagnanti locali costretti a fare inversione ad U per dirigersi in altro loco.

Calamosche off limits per i turisti: colpa di uno sbarco

Cosa è successo? Esattamente la notte tra il 20 ed il 21 maggio (come raccontato anche sulle nostre colonne lo scorso 30 maggio, n.d.r.) una barca a vela è entrata tra le due coste rocciose che caratterizzano Calamosche per far scendere sulla spiaggia 42 clandestini (poi identificati di nazionalità afghana). La barca, a cui si è rotto il timone, è rimasta in acqua, a poca distanza dalla spiaggia, ed è stata posta sotto sequestro, come facilmente intuibile. Prontamente è stata emanata un’Ordinanza da parte della Capitaneria di Porto che vieta l’accesso alla spiaggia, perché l’imbarcazione rappresenta un potenziale pericolo per la sicurezza di bagnanti.

Danno economico

La Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari è stata istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana, si trova nel territorio comunale di Noto estendendosi per circa 1512 ettari, ed è gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. “Il danno economico è già considerevole perché dopo due settimane l’imbarcazione è ancora vicino alla spiaggia di Calamosche e non abbiamo notizie sui tempi di rimozione della stessa, che dovrà avvenire esclusivamente via mare – ci spiega il Dirigente Provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali, Giancarlo Perrotta-. Pochi minuti fa ho fatto l’ennesima telefonata alla Procura della Repubblica per chiedere lumi su come si intenda procedere per permetterci di riaprire la spiaggia”.

Non è la prima volta

Dal 1° agosto 2020 accedere a Calamosche, come a tutte le altre appartenenti all’Oasi di Vendicari, costa €3,50 a persona, il mancato guadagno dunque non è irrisorio, e la preoccupazione non è campata in aria. La scorsa estate (precisamente a settembre) un’altra barca a vela con clandestini a bordo si arenò a Marianelli (a pochissimi chilometri da Calamosche) e fu rimossa solo a dicembre. Inoltre va ricordato che in prossimità della spiaggia ci sono dei piccoli imprenditori che con i turisti che scelgono Calamosche mandano avanti la propria attività, esclusivamente estiva.

L’accoglienza rovina il turismo

Ecco dunque un’altra delle facce del business dell’accoglienza che ingrassa sempre i portafogli dei soliti noti mandando in tilt territori e residenti, soprattutto in un estate come questa dove si fondava la speranza di risollevarsi da due anni di divieti e restrizioni per la pandemia. Proprio Calamosche di recente è stata individuata dal The Guardian come una delle spiagge più belle d’Europa e tra le prime 5 in Italia; quindi da un canto si promuove, aspettando di raccogliere i frutti di questa pubblicità spontanea, e dall’altro si mortifica con la pratica degli sbarchi clandestini francamente non più tollerabile, ed a cui nessuno riesce a porre un freno.

Il tragico bollettino degli sbarchi

Ma il litorale siracusano non è l’unico, si stanno infatti intensificando anche gli “arrivi” in un altro gioiello siciliano, l’isola di Pantelleria, dove negli ultimi giorni sono sbarcati in 54, rendendo sempre più critica la situazione dell’ex Caserma Barone dove a fronte di una capienza di 28 persone ce ne sono 79. Questo a causa di un incremento quotidiano e costante di sbarchi (siamo già a 21.193 arrivi dal 1 gennaio 2022 ad oggi), e basti pensare che solo nel mese di giugno, dall’1 a 7, si sono registrati 1712 clandestini, con una media di 245 al giorno. Il tutto grazie, soprattutto, alle numerose ONG che fanno servizio taxi del mare, come la Sea Watch 3 che da un paio di giorni ha lasciato il mare della Libia ed ora fa avanti e indietro davanti alle coste sud-orientali della Sicilia in attesa del fatidico porto aperto, esclusivamente italiano. Che arriverà, certo che arriverà!

Emanuela Volcan

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