Roma, 24 gen — Tra un comizio di Gualtieri e una benedizione del cardinale di turno, non si può certo dire che lo Spin Time Labs se la passi male. Anzi, come già avevamo fatto notare a fine novembre scorso, il palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme dorme letteralmente tra due guanciali.

Spin time labs continua a dormire tra de guanciali?

Sì perché per l’occupazione gestita da Action, dove vivono circa 400 persone (in gran parte stranieri), vera miniera esentasse di soldi grazie all’indotto di discoteche, pub e birrerie, si profilerebbe una certa «manina tesa» direttamente dal Campidoglio, che non escluderebbe di valutare una possibile acquisizione dello Spin Time Labs per destinarlo agli occupanti. Milioni di euro dei romani verrebbero per mettere in regola, tra le altre cose, rave abusivi, immigrazione clandestina e spaccio di droga.

La manina tesa del Campidoglio

E’ quanto emerge da un’intervista del Tempo all’assessore al patrimonio Tobia Zevi, che parla di «strada percorribile». E, di fatto, già percorsa con gli immobili del Porto Fluviale, centro sociale occupato da 20 anni dall’estrema sinistra capitolina che l’anno scorso si è pappato 11 milioni del Pnnr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, per riqualificare gli stabili realizzando case e negozi da assegnare e regalare agli occupanti rossi. Undici milioni che il Comune non avrebbe faticato a destinare ad altre opere di riqualificazione prive di colore politico, stante le condizioni disastrose della Capitale che tra due anni, in occasione del Giubileo, si troverà a dover accogliere milioni di turisti con infrastrutture pessime e insufficienti.
Sullo Spin Time Lab, Zevi è più che possibilista: «Abbiamo ricevuto la loro proposta ma ancora non sono state fatte valutazioni. In linea generale, però, quando emergono situazioni di disagio abitativo va fatto un ragionamento: non possiamo assegnare solo case popolari e vanno valutate altre possibilità. Di volta in volta dobbiamo chiedere se l’acquisizione dell’immobile possa essere parte della soluzione. Così come abbiamo fatto per l’occupazione di Porto Fluviale».

Interessi poco umanitari

Se l’acquisizione dello Spin Time Labs potrebbe essere «parte della soluzione» o meno, lo suggerisce anche un recente studio realizzato dall’agenzia di stampa Dire, il quale rileva che se il Campidoglio dovesse procedere all’effettiva regolarizzazione dell’immobile che ospita lo Spin Time Labs, godrebbe di un moltiplicatore di 1,95 sul proprio investimento, facendo registrare nei fatti quindi un guadagno di quasi 2 per ogni euro investito. E’ legittimo pensare che il Comune, in questo frangente, non si preoccuperà solo della «emergenza abitativa».

Cristina Gauri

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