Roma, 19 ott – A Cagliari crolla un’Aula Magna all’università. Per la precisione, della facoltà di Lingue. Così, all’improvviso, senza dare avvisaglie, secondo le dichiarazioni finora espresse da alcuni dirigenti.

Cagliari, crolla l’aula dell’università poche ore dopo le ultime lezioni

Nessun ferito, nessun morto. Le ispezioni non hanno trovato tracce al riguardo. La buona notizia si intreccia con l’inquietudine di sapere che è stato soltanto un caso, rappresentato dall’orario in cui si è verificato il crollo, a non lasciare nessuno sotto le macerie. Infatti, il tutto è avvenuto alle 21.50: tardi, soprattutto per un’università. L’edificio aveva infatti chiuso alle 20.00 mentre alle 17.00 c’erano state le ultime lezioni. Una bella fortuna e al tempo stesso un inquietudine infinita. Cosa ha generato il crollo? Per ora, nessuno lo sa. L’area verrà messa in sicurezza e si cercherà di capire proprio questo: cosa sia successo. Come riporta l’Ansa, è probabile che anche gli edifici intorno verranno ispezionati.

Un collasso improvviso

Della struttura sono rimaste in piedi solo la parte inferiore della facciata e le colonne portanti. Queste ultime la tenevano attaccata a un’altro edificio a forma ci C, dove era stato realizzato l’asilo della Facolta. Così ha parlato il sindaco di Cagliari Paolo Truzzi: “Bisogna capire le cause prima di arrivare ad ogni ipotetica conclusione, facciamo tanti controlli sugli edifici e nonostante questo non sono mai sufficienti: oggi dobbiamo ringraziare che questo crollo è avvenuto a tarda sera quando le lezioni erano già concluse”. Secondo il Rettore dell’Università di Cagliari Franceso Mola “Non c’è stato nessun segnale che si potesse verificare quanto accaduto. Gli edifici delle nostre Facoltà vengono ispezionati regolarmente”. Sarà vero? Difficile crederlo. Ma ora la questione si fa profonda, considerate anche le proteste che già oggi dovrebbero essere organizzate da alcuni gruppi di studenti, proprio in merito a quanto accaduto. D’altronde, a prescindere dalla fortuna, il fatto resta di una gravità inaudita.

Alberto Celletti

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