Roma, 28 dic – Per chi arriva in Italia dalla Cina, è ora obbligatorio il tampone. Ad annunciarlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha firmato oggi un’apposita ordinanza. “Ho disposto, con ordinanza, tamponi antigenici Covid-19 obbligatori, e relativo sequenziamento del virus, per tutti i passeggeri provenienti dalla Cina e in transito in Italia”, ha detto il ministro. “La misura si rende indispensabile per garantire la sorveglianza e l’individuazione di eventuali varianti del virus al fine di tutelare la popolazione italiana. Riferirò più dettagliatamente nel corso del Consiglio dei Ministri convocato oggi”, ha poi precisato Schillaci.

I test sono già effettuati all’aeroporto di Malpensa, dove un passeggero su due proveniente dalla Cina è risultato positivo al tampone, e a breve anche a Fiumicino. Misure adotattate per il timore che i milioni di positivi al Covid riscontrati in Cina nelle ultime settimane possano innescare una nuova ondata di contagi anche in Europa, con alcuni scienziati che ventilano la nascita di nuove varianti. Basterà allora effettuare tamponi in ingresso sui voli provenienti dalla Cina? Difficile, perché la gran parte dei passeggeri che arriva in Italia dal Paese asiatico, fa scalo altrove.

Arrivi dalla Cina, perché il tampone obbligatorio serve a poco

Il ministro Schillaci, nell’annunciare la nuova ordinanza, ha puntualizzato che “la sorveglianza e la prevenzione attraverso il sequenziamento sono fondamentali per individuare con tempestività eventuali nuove varianti che possano destare preoccupazione e che, al momento, non risultano in circolazione in Italia”. Per questo il ministro ha raccomandato “il sequenziamento di tutte le varianti che possono emergere dai tamponi”.

Sussiste però un problema affatto trascurabile: come segnalato dal Corriere della Sera, soltanto il 5% dei passeggeri arriva negli aeroporti italiani direttamente dalla Cina. L’altro 95% fa scalo in altre città europee o asiatiche. Di conseguenza, relativamente a quest’ultimo caso, se negli altri Paesi dove i viaggiatori si fermano prima di mettere piede in Italia non vengono effettuati test, si rischia di non individuare la gran parte dei positivi al Covid che arriva dalla Cina.

Alessandro Della Guglia

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4 Commenti

  1. Che volete farci? Son professori al monitor dalle risoluzioni “nano” e sono diventati “nano” pure loro!

  2. Gatta mandorlata, sieropositiva, ci cova? Altrimenti sarebbe ridicolo. Infatti in Svizzera li attendono con ansia, arrivano con i pullman, comprano, vedono solo attraverso un obiettivo, scattano e ripartono al volo. Sotto con il rebus…

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