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Roma, 14 mag – Mattinata del 13 maggio a Caivano, rapina al Banco di Napoli di via Matteotti: i malviventi, dopo aver devastato l’ingresso, sembra abbiano asportato la cassa bancomat.



Prime luci dell’alba del 12 maggio a Castel Volturno, nella provincia di Caserta, dove un incendio ha devastato il Lido Verde, noto stabilimento balneare del litorale Domitio: Le fiamme sono divampate nella notte, dopo che alcuni residenti della zona avrebbero avvertito uno scoppio, precedendo il rogo. Sul posto sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco, impegnati faticosamente nelle operazioni di spegnimento, i cui nuvoloni neri sono rimasti visibili durante l’intera mattinata su gran parte del litorale. Sconosciute le cause dell’incendio, che ha incenerito la struttura in legno. Sulla vicenda indagano le forze dell’ordine. Da pochi giorni sulla struttura erano iniziati i lavori di adeguamento alle norme anti-contagio, da rispettare in vista della riapertura degli stabilimenti prevista per i primi di giugno.

11 maggio: ad Aversa assalto alla filiale Bnl di via Kennedy, una batteria di criminali che dalle immagini di videosorveglianza hanno al seguito armi da guerra. Restano feriti sul campo un vigilante ed un ispettore capo della Polfer di Napoli.

Ore 17:15 del 10 maggio, una soleggiata domenica di festa della mamma qui a Napoli. Ecco che alle spalle del porto si innalza l’ennesimo nuvolone nero di morte altissimo, che si dilata e si espande tra Vesuvio e Golfo. Subito vengono fuori, da alcune pagine social di resistenza urbana della Terra dei fuochi, immagini e filmati. Iniziano le prime note di agenzia in cui si fa risalire il luogo di provenienza del rogo a Napoli, nella zona di Gianturco, nei pressi dell’area dell’ex mercato ortofrutticolo in cui da anni si insedia un campo rom. Sembra che brucino rifiuti, per la maggioranza una cospicua quantità di plastica e pneumatici. Nessun ferito, indagano le forze dell’ordine.

Terra dei fuochi sempre più abbandonata

Contemporaneamente a questa sequela nefasta di avvenimenti, nei vicini giorni addietro avevamo assistito ai funerali del giovane poliziotto, padre di famiglia, Pasquale Apicella. Deceduto in servizio, dopo uno scontro violento con l’auto di pattuglia nella periferia di Napoli, postumo un inseguimento di una banda di rapinatori. In settimana bruciava a Pozzuoli parte di una centrale termoelettrica, che lasciava momentaneamente parte della cittadinanza senza energia e con una intesa nube nera. Ad Ottaviano esplode una fabbrica di materiale plastico, la Adler Plastic, in cui restano feriti due operai ed un altro purtroppo perde la vita. La cronaca di questa orrenda settimana termina con un rogo tossico nei pressi del campo rom di Caivano, l’ennesima nuvola nera di morte che si intravede nel cielo dell’hinterland partenopeo e casertano.

Il lockdown aveva temporaneamente limitato, non annullato, il terrorismo ambientale, la micro e macro criminalità, con il rallentamento delle attività commerciali cerca altre forme di sostentamento tanto da far schizzare fenomeni quali rapine e furti, in maniera esponenziale. In attesa di strategie di gestione del territorio e di scelte politiche ancora non pervenute, la Terra dei Fuochi soffre più di prima un colossale abbandono istituzionale che, dopo l’emergenza pandemica, ha primaria necessità di essere affrontata.

Massimiliano Esposito



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