Roma, 7 feb – Non sono passati nemmeno due giorni dalle lacrime di coccodrillo di Toscani, che per fare fronte alla bufera mediatica causata dall’immonda battuta sul crollo del Ponte Morandi aveva cercato così di metterci una toppa: “Mi scuso. Di più: ho vergogna anche di scusarmi. Sono distrutto umanamente e profondamente addolorato”. Come abbiamo visto, le scuse tardive non servite a nulla: Luciano Benetton ha stracciato il contratto con il fotografo, prendendo atto “dell’impossibilità di continuare il rapporto di collaborazione con il direttore creativo”.

Finalmente libero

Ma ora che Toscani è libero da vincoli – e soprattutto non ha più nulla da perdere – eccolo riattaccare con le sparate: “Mi sento benissimo, mi sono liberato della responsabilità di Autostrade allontanandomi dai Benetton – ha confessato all’Adnkronos. – Io ero lì per fare altre cose e c’era il problema del ponte Morandi… ora basta, non devo più difendere nessuno, solo me stesso. Sono felice, mi sono liberato. È ovvio che non intendessi dire quello che tutti hanno interpretato”.

La foto della discordia

Toscani si definisce una “persona corretta e se c’è qualcosa da dire, ne parlerò personalmente con i Benetton”. Ma ora che Benetton gli ha dato un calcio nel sedere, il fotografo è libero di dare aria alla bocca come più gli aggrada. Così torna a parlare della foto con le sardine. “È chiaro che quel giorno lì a Fabrica (il centro culturale da lui diretto e fondato da Luciano Benetton, ndr) l’interesse non era quello di discutere del Ponte Morandi. Questo ovviamente non vuol dire che sono disinteressato alla tragedia, è assurdo pensarlo. Come altri cittadini, come tutti, condivido il fatto che sia tremendo quanto successo a Genova”.

Il re della comunicazione è nudo

A Toscani brucia non poco di essere stato silurato per un fail comunicativo: “Io, uomo della comunicazione colpito dalla comunicazione stessa: chi di spada ferisce, di spada perisce. La frase è stata male interpretata”. Ora cosa farà? Ovviamente per Toscani è “tutto passato, finito! Mi lascio alle spalle questa vicenda. Toscani non ha fatto cadere il Ponte di Genova come qualcuno si diverte a ritrarmi sui social“. E annuncia “grandi progetti in giro, finalmente mi dedicherò a quello che mi piace veramente. E non a difendere i ponti“. Meglio se rimaneva zitto, come sempre.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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