Roma, 19 ott – Ancora Trieste, ancora contestazioni alla stampa, nella fattispecie a Enrico Mentana e al Tg La7. È avvenuto ieri, durante lo speciale dedicato alle elezioni in una delle celebri “maratone” del giornalista milanese.



Trieste, Mentana contestato: cori contro i giornalisti

Trieste contesta Mentana in diretta, ma le modalità con cui ciò avviene, forse, sono ancora più interessanti. Il direttore del Tg La7 apre il collegamento con l’inviato dalla città, e chiede quale sia la situazione nella piazza Unità d’Italia dopo gli sgomberi avvenuti nel molo in mattinata.

Il giornalista descrive in modo sprezzante i manifestanti, con uno snobismo stucchevole, mentre dialoga con l’inviato: “È come sul set, immagino. Non vedo né indignazione né tensione, vedo solo la gente che aspetta la prossima occasione per fare un po’ di cinema”. I manifestanti, in altre parole, sarebbero dei commedianti. Niente di serio, persone da umiliare così, in diretta.

L’inviato annuisce è aggiunge: “È un continuo aggredire tutti i giornalisti. Appena c’è un giornalista lo attaccano”. Segue la derisione implicita dei manifestanti che “sostengono che noi diciamo menzogne su tutto. Il punto è che quando gli chiediamo cosa, non spiegano”. E via di infangamento, descrizione del popolo come complottista, no vax, anti-vaccinista, “il solito copione”. Mancava soltanto il solito fascismo. La gente, a quel punto, reagisce. Cori contro l’inviato, contro Mentana, contro i giornalisti. “Verità!” risuona a gran voce. E qualcuno, preso dall’esasperazione, strattona anche il cameraman.

Il popolo contro la stampa

Ormai avviene sempre più spesso. Durante le manifestazioni sul molo dei giorni scorsi, alcuni giornalisti di Rai 3 erano stati duramente attaccati e intimati ad andare altrove. Se si ha memoria, già durante le manifestazioni “bloccate” contro i lockdown dello scorso inverno, i giornalisti erano stati duramente presi di mira dai manifestanti in modo molto polemico.

C’è aria di una consapevolezza sempre maggiore dell’ostilità della stampa mainstream ai bisogni e alle esigenze del popolo. Oltre che della loro palese lontananza dal perseguire la sempreverde “ricerca della verità”, teoricamente cardine della professione ma, in pratica, chimera al giorno d’oggi. Sempre più gente, in altre parole, non si fida più della stampa mainstream.

Stelio Fergola

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4 Commenti

  1. interessante notare come il giornalista metta la mascherina per parlare alla telecamera, e come la tolga per parlare alle persone

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