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Trieste, 11 mag. – Si avvicina per soccorrere un uomo a terra, studentessa diciassettenne stata stuprata e derubata. Da un iracheno di 26 anni, richiedente asilo, con precedenti penali per rapina impropria e maltrattamenti in famiglia. È successo a Trieste, alla stazione ferroviaria, un paio di sere fa. La giovane, nei pressi della fermata dell’autobus in stazione, mentre era ancora a bordo, ha notato un uomo accasciato. Pensando avesse bisogno di aiuto, una volta scesa gli si è avvicinata per soccorrerlo.

L’uomo ha accettato e le ha chiesto di accompagnarlo verso una zona della stazione dove ci sono vagoni in disuso: si sarebbe sistemato lì. La ragazza lo ha aiutato e una volta arrivati in una zona un po’ più isolata l’ha aggredita. L’ha trascinata in un bagno delle carrozze, l’ha derubata dei pochi soldi che teneva nel portafogli, costretta a bere da una bottiglia di whisky, l’ha picchiata e l’ha violentata.

La ragazza è poi scappata ed è riuscita ad allontanarsi dal suo aggressore che la inseguiva salendo su un autobus. A venirle in aiuto alcuni passanti, in particolare tre donne hanno chiamato la polizia. Ricoverata all’ospedale di Burlo Garofolo, la diciassettenne in stato di shock è stata sottoposta al protocollo per le violenze. Su varie parti del suo corpo e sul suo viso sono state riscontrate evidenti tumefazioni ed ecchimosi, oltre che evidenti segni di morsi a dimostrazione della brutalità con la quale è stata aggredita. L’aggressore della giovane triestina è stato rintracciato e arrestato poco dopo la denuncia della sua vittima, vicino al luogo dello stupro, da una pattuglia in servizio investigativo del Commissariato di Opicina e ora si trova nel carcere del Coroneo.

Ma le polemiche sono subito montate. Ci si chiede infatti come sia stato possibile che un uomo già noto alle forze dell’ordine fosse libero, e visto che si trattava di un richiedente asilo la domanda è: quali provvedimenti verranno presi ora? La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha dichiarato: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. Ha inoltre aggiunto: “Per quanto mi riguarda, gesti come questo devono prevedere l’espulsione dal nostro Paese, ovviamente dopo assolta la pena. Se c’è un problema di legislazione carente in merito bisogna rimediare”. Vedremo.

 

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