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Roma, 11 mag – Cacciato dal vecchio partito, non accettato nel nuovo: la carriera politica dell’ex premier francese Manuel Valls potrebbe finire con questa figuraccia globale. Dopo il disastro (voluto?) del Partito socialista alle presidenziali e l’exploit di Emmanuel Macron, Valls ha deciso di raggiungere i ranghi di En Marche, la start up con cui l’ex banchiere ha raggiunto l’Eliseo.



L’opportunistico arrivismo del politico non è piaciuto ai suoi ex sodali, tant’è che i socialisti hanno avviato una procedura di espulsione nei confronti dell’ex primo ministro. Il segretario, Jean-Christophe Cambadelis, ha spiegato: “Una procedura è in corso, Manuel Valls è stato deferito davanti alla commissione dei conflitti”. Il numero uno del partito ha poi rincarato la dose: “Nel Ps non è come nel Front National, a En Marche! o alla France insoumise. Non è il capo che decide chi espellere. Ci sono delle procedure”. Poco male, per uno che stava comunque abbandonando il partito.

Se non ché, il movimento del neopresidente ha respinto la sua candidatura per l’ingresso in lista. “Al momento la richiesta di investitura di Manuel Valls non soddisfa i criteri per l’accettazione da parte di En Marche”, ha spiegato Jean-Paul Delevoye, incaricato dal partito di Macron di stilare le candidature alle legislative. “Avevamo già indicato un candidato per la circoscrizione dell’Essonne”, ha affermato Delavoye in un’intervista a Europe 1, aggiungendo che il movimento non ha la “vocazione a riciclare” i politici uscenti. Insomma, uno dei politici più potenti degli ultimi anni è rimasto in mezzo al guado, indesiderato da tutti, quasi una zavorra di cui liberarsi. Un ben bagno di umiltà per un politico che, nell’esercizio del potere, ha sempre espresso una notevole dose di arroganza.

Roberto Derta

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