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Torino, 19 feb – Le organizzazioni che non sottoscrivono un documento in cui dichiarano di rispettare i principi di «democraticità, libera partecipazione, antirazzismo, antisessismo e antifascismo» non potranno accedere ed usufruire degli spazi all’interno dell’Università di Torino. Lo ha deciso il rettore dell’ateneo sabaudo, Stefano Geuna, a seguito dei disordini avvenuti la settimana scorsa al Campus Einau e al Rettorato.

In quell’occasione il Fuan, gruppo universitario vicino a Fratelli d’Italia, aveva organizzato un volantinaggio di protesta contro un incontro dalle fosche tinte negazioniste dal tema Fascismo-Colonialismo-Foibe – L’uso politico della memoria per la manipolazione delle verità storiche organizzato da Anpi e NoTav, con la partecipazione dell’attore e scrittore Moni Ovadia e del giornalista Stojan Spetič. “La verità non si infoiba. Sino a quando l’Università organizzerà conferenze e dibattiti che insultano la memoria di migliaia di italiani barbaramente uccisi, noi saremo qui” si leggeva nel volantino. La polizia ha caricato per evitare che Fuan e antagonisti venissero a contatto e 3 persone legati all’ambiente dei centri sociali sono state arrestate per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Quindici denunciati.

«Era da parecchi anni che non succedevano fatti di questo tipo, che si inseriscono in un quadro cittadino con ripetuti episodi di nazismo e fascismo che hanno preoccupato tutti. L’Università si pone contro ogni forma di violenza, cercando di agire sul piano culturale e del dialogo», è stata la sorprendente spiegazione del rettore Geuna. Quindi, ricapitolando: Anpi e No Tav organizzano convegni negazionisti negli spazi universitari, il Fuan non può volantinare contro l’iniziativa, vengono arrestati tre antagonisti, ma la colpa è dei “nazifascisti”. Il testo del regolamento era già stato approvato nel 2018, ma fino ad oggi non era mai stato obbligatorio sottoscriverlo. Da ora in poi, il Fuan e le altre organizzazioni saranno chiamate a firmare un documento che attesti il loro antifascismo.

La risposta del Fuan è stata sibillina: «Non c’è nessun problema a firmare un documento che ribadisca il nostro essere democratici», ha spiegato il presidente Andrea Montalbano a La Stampa. Quindi il Fuan si piegherà ai dettami dell’antifascismo? Su questo punto Montalbano tace. «Da decenni la nostra lista si presenta regolarmente alle elezioni per gli organi di Ateneo, riuscendo anche ad eleggere rappresentanti in tutte le sedi in cui essa è presente. Da sempre – ha concluso – partecipiamo, nonostante i mille tentativi dei soliti noti di chiuderci la bocca, alla vita democratica all’interno dell’Università e gli spazi che utilizziamo, come l’auletta Borsellino al Campus Einaudi, ci sono concessi dall’Università stessa, nel cui Albo delle organizzazioni siamo regolarmente registrati».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. 3 persone legate all’ambiente dei centri sociali sono state arrestate per violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale

    …. ed il rettore che cazzo chiede ????? di firmare che sei un terrorista ROSSO , anarco insurrezionalista !!!!! partigiano dei miei c…..

    ma te lo firmo subito !!!! e poi DOVE lo metti il foglietto ?????

    Come diceva il Principe
    Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio
    nel film i 2 marescialli ….

    E CI SI PULISCA IL CULO !

    I ROSSI devastano , bruciano , picchiano , ma il problema è ancora , DOPO 75 anni ….
    il fascismo …. mo va’ cagher !

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