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Roma, 11 mag — E’ serpeggiato il terrore in studio a Di Martedì su La7 durante l’intervento del professor Paolo Bellavite: si parla di vaccino e l’ex docente di patologia generale dell’università di Verona esprime alcune perplessità. «Gli italiani che hanno paura del vaccino hanno ragione in un certo senso», è la frase d’esordio nel video rilanciato dal profilo Twitter di Radio Savana. «Non abbiamo molte certezze tra la vera relazione tra il beneficio, cioè l’avere una certa protezione dal virus, e il rischio. Questo discorso viene affrontato in maniera piuttosto superficiale», è la sua osservazione che suscita gli sguardi di riprovazione di tutti gli ospiti della trasmissione.

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Bellavite: “Il vaccino è ancora in fase sperimentale”

«Dobbiamo sapere che con il vaccino siamo ancora in una vera e propria sperimentazione», prosegue Bellavite. La chiama «Fase 4 cosiddetta “post-marketing”» attualmente in corso e «purtroppo viene fatta anche male». Molto critico anche sui dati che riguardano gli eventi avversi: «non sono affidabili perché sono affidati tutti sulla cosiddetta sorveglianza passiva. Ovvero, viene segnalato un caso di reazioni avverse solo se viene preso in mano da qualcuno che si occupa di segnalarlo». Bellavite continua citando i dati contenuti nell’ultimo rapporto Aifa, nel quale si parla di «40 casi gravi di reazioni avverse ogni 100mila vaccini iniettati». In realtà,  «negli studi di sorveglianza attiva che stanno uscendo si parla del 4%, cioè 4.000 su 100mila. Questo si deve sapere».

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Nonostante le premesse, Bellavite consiglia ugualmente agli over 80 di ricevere la propria dose di vaccino. «Mia mamma che ha 94 anni si è vaccinata. Il rischio però è più grande per le persone più anziane e con patologie. Invece per gli under 50 ritiene che dipenda dall’attività svolta e dalle condizioni di salute. La cosa più importante è avere una valutazione libera del medico curante, senza pressioni né condizionamenti».

Cristina Gauri

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