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Napoli, 30 gen – I lavoratori della filiale Whirlpool di Napoli sono in presidio davanti al Ministero dello Sviluppo economico. All’uscita dei sindacalisti che li dovrebbero rappresentare e difendere le loro ragioni, li hanno duramente contestati, con spintoni e lanci d’acqua.

“Venduti, vergognatevi!”

Al termine dell’incontro tra le parti proprio al Mise, i sindacalisti, tra cui Marco Bentivogli della Fim, sono usciti dopo oltre sei ore per annunciare che l’incontro era andato male. “Venduti! Avete dormito! Vergogna!”: la rabbia degli operai napoletani della Whirpool che vedono sfumare per l’ennesima volta la possibilità di continuare a lavorare, privi di ogni certezza sul loro futuro economico, è esplosa anche contro di loro. Non solo: i dipendenti dello stabilimento napoletano della Whirpool  si sono scontrati anche con la polizia, intervenuta per riportare l’ordine.

In arrivo 16 ore di sciopero

Una persona si è sentita male nella ressa ed è stata trasportata all’ospedale. Fiom, Fim e Uilm hanno annunciato 16 ore di sciopero per tutto il gruppo Whirlpool. Le prime 8 ore di sciopero si svolgeranno con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti. Altre 8 ore si terranno in occasione della mobilitazione nazionale la cui data è da stabilirsi ma avverrà nelle prossime settimane. A fine giugno, si era tenuto un altro presidio sotto il Ministero dello Sviluppo economico da parte di 300 lavoratori della fabbrica Whirpool di via Argine a Napoli: protestavano per l’invio in Polonia di alcune lavatrici da loro prodotte. L’allora ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio aveva rassicurato i lavoratori; la fabbrica non avrebbe chiuso. Ma a ottobre l’amaro annuncio: lo stabilimento avrebbe cessato le sue attività il primo di novembre. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, successore di Di Maio, si scagliò senza giri di parole contro i vertici di Whirlpool: “Pensare che ci siano comportamenti predatori all’interno del tessuto produttivo italiano per noi non è accettabile, c’è un piano industriale firmato a ottobre 2018 che deve essere assolutamente rispettato”

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Anche tra i sindacalisti la percentuale dei “bravi” non supera il 5%…
    Ecco perché era meglio, quasi sempre, quando non c’erano.
    Spesso i rapporti diretti, senza intermediari “viziati”, sono più seri, costruttivi e conclusivi.

  2. ”..pensare che ci siano comportamenti predatori”… Si sono venduti l’Italia e parlano di ” predatorio”..Lo sciopero serve a nulla..dato che vogliono chiudere..anzi, gli fanno un favore….

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