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New York, 20 mag – Sono molti i cittadini statunitensi che non hanno resistito al richiamo del nostro Paese quando hanno saputo di proprietà vendute anche ad un solo dollaro in molti caratteristici borghi italiani. Quando è scoppiata l’epidemia di coronavirus, però, molti di loro sono rimasti bloccati in case diroccate e città disabitate. Eppure, stando alla testimonianza di uno di loro, è stata un’esperienza incredibile.

Case italiane comprate per un dollaro 

Spendere qualche migliaio di dollari per ristrutturare le proprietà acquistate in Italia da parte del gioco per gli americani che comprano casa, e per farlo bisogna essere sul posto. Con l’arrivo del coronavirus alcuni statunitensi si sono ritrovati in quarantena in una casa fatiscente in un remoto villaggio siciliano, senza sapere la lingua e senza poter andar via. È successo all’artista di Miami Alvaro Solorzano che è tutt’ora bloccato a Mussomeli, una pittoresca cittadina della Sicilia dove l’anno scorso ha acquistato due proprietà a buon mercato, una delle quali è costata solo un euro, o poco più di un dollaro. A marzo è arrivato con la moglie, il figlio e la ragazza del figlio per iniziare a ristrutturare le case.

“Solo, senza tv, senza parlare italiano” 

Quando il resto della famiglia è tornato a Miami, Solorzano doveva seguirli un paio di settimane dopo, ma poi il suo volo è stato cancellato. “Ho perso la cognizione del tempo. Siamo venuti qui insieme e ho finito per vivere la quarantena a Mussomeli tutto da solo, senza mobili, solo un letto e la TV, e nessuno con cui parlare,” dice alla Cnn. “Questa è stata la cosa più difficile. Se mia moglie o mio figlio fossero stati con me, sarebbe stato diverso.”

L’aiuto degli abitanti di Mussomeli 

Ma nonostante le difficoltà iniziali, l’uomo sembra sempre più felice della sua scelta visto che grazie al coronavirus ha scoperto i suoi vicini: “Le prime due notti sono state terribili”, dice l’uomo. “Faceva freddo, ho dormito con la giacca sopra il pigiama ma poi i vicini sono stati grandi. Non posso lamentarmi. Mi hanno dato dei termosifoni elettrici e persino offerto le coperte, e ho potuto usare il loro Internet.” “Continuarono a controllarmi, mi portarono tonnellate di cibo per Pasqua che mi ci vollero tre giorni per mangiare. Non so cosa avrei fatto senza di loro”, dice ancora l’uomo.

“Ormai conosco tutti” 

“Sono meravigliosi, conosco tutti per nome,” dice ancora l’americano. “C’è Mario, il ragazzo che consegna il pane. Non ho parole per descrivere quanto sono grato di averli e non so come potrei mai ripagarli per tutto quello che hanno fatto”. Insomma, grazie al coronavirus questo americano il cui sogno era quello di vivere l’Italia autentica ha scoperto la realtà. E negli Stati Uniti, grazie agli abitanti di Mussomeli, dell’Italia non si potrà che parlare bene.

Ilaria Paoletti 

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