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Roma, 19 ott – Dopo qualche ricerchina su Google Immagini cominciamo ad avere un “leggerissimo sospetto” come quello di Fantozzi sulle corna e sua moglie Pina: ma non è che il gigante dei motori di ricerca sta cercando di indottrinarci? Basta infatti usare qualche chiave di ricerca ben precisa per ottenere risultati a dir poco spiazzanti.

Google Immagini e le donne felici nere o asiatiche

Aprite Google e impostate la ricerca su Immagini. No, non stiamo cercando di imitare Salvatore Aranzulla, ma di dimostrarvi un principio. Provate a cercare ad esempio “happy asian woman”, ovvero “donna felice asiatica”. Vi uscirà una carrellata di foto di origine asiatica, per l’appunto, felici. Ora provate a cercare “happy black woman”: avrete davanti una serie di foto di donne di colore felici. E noi felici per loro.

L’idea di Google di “donna bianca felice”

Ora cercate “happy white woman”: il risultato che vi si parerà davanti sarà quello di una serie di immagini di coppie miste, ovvero con un “lui” nero e una donna bianca, a volte incinta, a volte con in braccio un bambino. Posto che nessuno qui è un becero razzista o sostenitore della razza ariana, viene spontaneo come mai al contrario questo non succeda. E dire che il mondo è pieno di donne nere che sposano bianchi, o di donne asiatiche che fanno figli con uomini caucasici. Ma niente: persino per Meetic, la popolare app di incontri, è l’uomo dalla pelle di ebano la ricetta per la donna bianca felice. Basta guardare la campagna pubblicitaria del 2020, in cui a prendersi cura del figlio biondo, bianco e riccioluto della signora single è un muscoloso sosia di Lilian Thuram.

E invece l’uomo bianco felice?

Siccome però non vogliamo buttarla necessariamente sul sessismo, vi invitiamo voi stessi a cercare “happy white man” so Google Immagini e a controllare il risultato. Sorpresa! Sulla home il primo personaggio sarà completamente nero, mentre cliccando proprio su “immagini” lo stesso uscirà “soltanto” secondo (ma c’è da dire che almeno pare molto felice). Immancabile, inoltre, anche con questa chiave di ricerca la coppia mista con uomo nero e donna bianca incinta.

Storia europea? “Paint it black”

Dato che il trend sembra però essere molto in voga con le ricerche in inglese, proviamo a fare un omaggio agli Usa e alle sue menti brillanti digitando “european history people”. Oltre ovviamente agli screenshot di chi ha già cercato queste parole (circa le prime due righe) vedrete comparire davanti a noi solo immagini dei nostri confratelli dalla pelle scura. C’è qualcosa che ci sfugge. O l’intera storia dell’Europa è stata scritta dai nostri amici africani e noi non ce ne siamo mai accorti – a forza di eroi omerici “ridipinti” cominciamo ad avere i nostri buoni dubbi – oppure Google sta cercando a forza di renderci tutti più equi e solidali. Consolatevi, comunque. Se cercate in italiano “donna bianca felice” è vero che la prima immagine è sempre invariabilmente quella della coppia mista, ma il resto sono tutte donne bianche felici e single: la sesta ha pure una carta di credito in mano. Grazie Google, abbiamo capito che per essere veramente serene ci conviene trovarci o il fidanzato nero o un buon conto in bianca … pardon, banca!

Ilaria Paoletti

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1 commento

  1. Ciò che mi fa più rabbia e lascia sgomento, è la sicurezza che i quadri dirigenziali di google che decidono a tavolino le immagini da inserire, per meglio indottrinare, le nuove generazioni, siano tutti caucasici come me. Posso capire i negroidi che combattono per le proprie, illegittime, istanze, ma le ” quinte colonne ” della nostra etnia le disprezzo visceralmente. Debbono proprio essere dei frustrati che si vergognano ciò che vedono riflesso nel loro specchio, quotidianamente, per avvalorare simili visioni distorte ed artefatte della realtà. Lavorino sulla loro psiche, deviata, e si mettano a fare attività fisica, invece di credere che la mescolanza dei geni, possa rendere i loro futuri pargoli ” esteticamente accettabili “. Auguro loro di rinascere in qualche slam del continente africano, vedremo se saranno, allora, contenti della nuova pigmentazione: neri sì! ma pezzenti che rovistano nei rifiuti, altro che gli uffici climatizzati di Seattle.

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