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Roma, 21 gen – Vale per Greta Thunberg e per tutti gli altri fenomeni mediatici che sembrano in apparenza venuti dal basso. Bisogna regalargli un vangelo per semicolti, da portare sottobraccio in metropolitana: Le sardine non esistono uscirà a firma dei quattro fondatori del movimento “apartitico” (leggasi Partito Democratico).

Farina del sacco degli altri

Le sardine non esistono sarà in libreria a marzo, lo annuncia la casa editrice Einaudi. E uscirà per la collezione Stile Libero. Come annuncia Ansa, questo sarà l’unico libro dei quattro fondatori Andrea Garreffa, Roberto Morotti, Mattia Santori e Giulia Trappoloni. Sarà veramente interessante apprezzare il contributo della Trappoloni, che nelle interviste alle quali ha partecipato si è limitata a fare scena muta e a sgranare gli occhi in modo inquietante. Il volume, sempre secondo quanto riferisce Ansa, “è il frutto delle domande, degli spunti, delle speranze di chi sta tornando a vivere le città, le strade e la natura come spazi di libertà“.

Qualunquismo un tanto al chilo

Quindi tutta farina del sacco degli altri, perché se si accusa la destra di parlare alla pancia del Paese, a quanto pare la sinistra ci piazza direttamente un megafono davanti (e monetizza). Le sardine non esistono, inoltre, “descrive un perimetro di valori e principi fondamentali”: eccoci finalmente venuti alla “ciccia”, potremo finalmente capire grazie a questo tomo quali siano i valori di queste sardine e quale sia la loro vagheggiata direzione. Niente da fare, come tengono a sottolineare i fantastici quattro, i valori sono: “la solidarietà, la tutela dell’ambiente, il rispetto del prossimo, i diritti, l’inclusione, la non-violenza, l’antifascismo“. Tra gli scottanti temi affrontati da Le sardine non esistono ci sarà forse spazio anche per una pregiata indagine sulla repentina sparizione delle mezze stagioni o di come non sia tanto il freddo a far ammalare, quanto l’umidità …

Le esigenze degli italiani?

Ma le sardine pongono anche l’accento su come vi sia ai nostri tempi “un’esigenza viscerale e rivoluzionaria nel nostro presente”. Quella di avere di dare maggiori diritti ai lavoratori, incentivi alla natalità, scuole al passo coi tempi? Macché. In questo vivere italiano “minacciato dal populismo” l’unica vera esigenza rappresentabile dalle sardine è “quella dell’ascolto”. E niente, fa già ridere così. “Siamo tanti. Non importa se ci chiamano sardine. Potevamo essere storioni, salmoni o stambecchi. La verità è che siamo persone” si legge nel lancio stampa del libro.

Titolo profetico

“Migliaia di cittadini di ogni età che stanno riempiendo piazze, strade e sentieri dell’Italia intera” (sentieri, avete letto bene). “Tutto è successo grazie a un bisogno condiviso di tornare a sentirsi liberi di esprimere pacificamente un pensiero”: perché, fino alla nascita delle sardine in Italia era vietato? A giudicare dai vari popoli viola, girotondini e sì, anche grillini, a noi non risulta. Insomma, il titolo è sicuramente profetico della condizione delle sardine: non esistono. Lo sarà ancor di più tra qualche mese, o qualche settimana – quando le elezioni in Emilia Romagna saranno belle che archiviate.

Ilaria Paoletti

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