Enna, 10 giu – La Sicilia continua a far riscoprire all’umanità la sua storia più antica: questa volta l’isola del Mediterraneo si è svelata a Carcaci, una piccola frazione del Comune di Centuripe, in provincia di Enna, dove un villaggio preistorico di grande rilevanza è stato scoperto nel corso di un sopralluogo del sindaco di Centuripe, Salvatore La Spina. Con lui alcuni volontari membri delle associazioni del paese. In una zona collinare di proprietà privata, proprio dove la Srr Catania provincia nord realizzerà una discarica ecologica, la terra è tornata a rilevarsi nel suo antico volto.

Il sito potrebbe portare alla scoperta di un antico villaggio preistorico

I primi scavi di questa nuova scoperta in Sicilia hanno riportato in luce un complesso cimiteriale. Sono state trovate nove tombe a camera scavate nella roccia, un antico sistema funerario molto usato in tutto il bacino mediterraneo. Le tombe di forma rettangolare dovrebbero risalire all’Età del ferro, mentre quelle circolari all’Età del bronzo. Vi sono però anche altre tombe ancora più antiche. L’intero sito è però ancora tutto da scoprire e potrebbe portare alla nuova scoperta di un antico villaggio.

Esente da particolari vincoli ambientali, la zona è però tuttavia attraversata da un’infrastruttura idrica e da diversi ruscelli, il che potrebbe complicare le ricerche. L’area degli scavi interessa alcuni terreni privati con pascoli biologici dell’isola amministrativa di Spanò. “L’eccezionale scoperta aggiunge valore al ricco patrimonio archeologico già presente nel nostro territorio” ha dichiarato il sindaco di Centuripe, Salvatore La Spina. “Trovo assurdo che si possa concepire e pianificare una struttura del genere, senza aver prima controllato il territorio, già importante, non solo dal punto di vista ecologico ma soprattutto agricolo e zootecnico”.

Che ancora si pensi a delle discariche in luoghi agricoli non ha alcun senso

Sulla nuova scoperta in Sicilia il sindaco ha poi aggiunto che “oltre 500 persone vivono intorno all’area designata per la realizzazione della discarica e migliaia di capi, tra ovini e bovini, pascolano su quei terreni. Un danno incalcolabile per l’economia e per l’agricoltura del territorio. Che ancora nel 2022 si pensi a delle discariche in luoghi densamente agricoli, non ha alcun senso. Pronti, quindi, insieme ai comuni limitrofi, agli allevatori ed agli agricoltori della zona, a lottare contro questo sfregio all’ambiente”.

Aspettando l’intervento delle istituzioni

L’unica provincia della Sicilia che non si affaccia sul mare, racchiude ancora oggi incredibili tesori che l’isola svela poco a poco all’uomo. Il territorio di Enna, come il resto della terra siciliana, è ricco di patrimoni culturali e naturali spesso abbandonati a sè stessi. Ci auguriamo che, almeno questa volta, le amministrazioni valorizzino questa prima grande scoperta. Il governo italiano potrebbe certamente contribuire economicamente, sfruttando i molti fondi europei a disposizione. Intanto a noi non resta che attendere maggiori informazioni su questo nuovo sito archeologico che si va ad aggiungere ai tanti tesori d’Italia.

Andrea Bonazza

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