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Roma, 5 dic – Lungi dall’essere una pubblicità. A 6,99 euro è possibile acquistare la nuova opera di Alex Green (è uno pseudonimo), un libro su Matteo Salvini, dal titolo evidentemente ironico: Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione. Si tratta di un libro vuoto, nel senso letterale del termine. È composto da sole pagine bianche poiché, a detta dell’autore, non sarebbe possibile riempirle dato che riguarda Salvini.

Il libro-non-libro su Salvini

È un libro-non-libro, essendo privo di testo, ed è in cima alle classifiche. In effetti scriverne è un atto masochistico. Sia perché risulta complicato scrivere di qualcosa che non esiste, sia perché è tremendamente noioso esprimere un giudizio su persone intente a ritagliarsi un posto nel mondo tramite la non-lettura di un non-libro che non è stato scritto da chi avrebbe voluto denigrare l’oggetto del non-libro stesso.

Non a caso, le recensioni descrivono il non-libro come una “trovata geniale. Tante pagine vuote per descrivere Salvini e ciò che fa, cioè nulla”. E come “assolutamente geniale” l’autore che “prende sia i soldi dei fan di Salvini, che non leggendo neppure la descrizione in cui specifica che sono fogli bianchi, lo comprano credendo di trovarci le grandi gesta del loro idolo, sia i soldi di quelli che lo hanno letto benissimo”. Cioè, il solito branco di presuntuosi illetterati che impiegano le proprie giornate a rassicurarsi su quanto il mondo estraneo al loro orticello sia composto da imbecilli decerebrati. Senza ovviamente mai porsi la domanda se, in effetti, l’imbecillità alberghi un po’ ovunque. Magari anche nel mondo di quelli che se la sentono da morire.

Il dubbio che sorge è se costoro abbiano effettivamente qualcosa da dire, da raccontare. Una seppur vaga idea della società e della vita da contrapporre a quella di Matteo Salvini, evitando però contestualmente di insinuare l’ipotesi peregrina che solo loro siano intelligenti. Al momento, chi ha letto il non-libro ha ben poco da raccontare, dato che preferisce immergersi in dei non-concetti piuttosto che confrontarsi con opinioni diverse.

In Italia si legge poco. Se il livello è questo…

Viene da domandarsi se costoro, avendo acquistato e non-letto il non-libro figureranno nelle statistiche dei pochissimi italiani che ancor oggi leggono. Quel non-libro, di fatto, non può esser letto, dunque chi lo ha sfogliato non ha letto un tubo. A rigor di logica, essi ingrasseranno invece le fila di chi non legge un cazzo durante l’anno.

Già, perché in Italia si legge poco. Questo è ciò che ogni anno ci viene raccontato. Ma non per forza è un male, sebbene i libri siano i vincoli e i bulloni di una razza, come disse William Ewart Gladstone. Se però i libri debbono essere i non-libri come questo su Salvini, oppure opere somme come il fascistometro di Michela Murgia o gli splendidi reportage sul mondo fascista in stile Paolo Berizzi, tanto vale impiegare le proprie giornate in altro. Soprattutto se i testi di cui sopra, fatta eccezione per il libro su Salvini privo di parole, hanno come unico fine non quello di fornire al lettore una nuova e miglior chiave di lettura per interpretare la vita e il mondo, piuttosto di mettere nel mirino intere categorie di persone ree di non essersi allineate sulle posizioni degli autori.

Uno scrittore, esercitando la propria libertà di espressione, dovrebbe far tutto tranne che prodigarsi per impedire che anche altri lo facciano. Costoro, invece, lavorano coscientemente ed esclusivamente per etichettare come indegni e impresentabili le realtà da loro distanti. Michela Murgia, tra una matria e una patria, si esibisce in richieste ridicole di boicottaggio di altri scrittori, per altro decisamente più validi di lei. Vedi Massimiliano Parente. Berizzi, bontà sua, etichetta come fascista qualsiasi cosa gli passi sotto il naso, comprese le persone che, senza rompere i coglioni a nessuno, scrivono o addirittura aprono librerie. Motivo? Gli stanno antipatici. In tutto ciò, il popolo intelligente sarebbe quello disposto a spendere sette euro per un libro vuoto.

Lorenzo Zuppini

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3 Commenti

  1. Non sono leghista, ma c’è da dire che, invece, “Il libro nero sul comunismo” é di quasi 800 pagine, piene di orrori! Dovrebbero vergognarsi, ma invece e pervicacemente attaccano, millantano, stravolgono, mistificano, straparlano e tentano di cancellare crimini, nefandezze e intrallazzi, con la complicità dei “loro” intellettualoidi o della “loro” magistratura.

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