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Londra, 5 dic – Continua a far discutere il vaccino contro il Covid-19,prodotto dalla controversa Pfizer. Se la sinistra italiana sta conducendo una grottesca campagna per la sua obbligatorietà, ci sono anche diversi esperti che sono a dir poco scettici sulla sua affidabilità: tra questi figurano i virologi Giulio Tarro e Maria Rita Gismondo, ma anche i «catastrofisti» Crisanti e Burioni. Nonostante i numerosi dubbi sollevati, il Regno Unito lo ha comunque approvato, tanto che sarà disponibile già a partire dalla prossima settimana. A questo scopo, il governo britannico ha anche pubblicato delle linee-guida per gli specialisti del settore sanitario, da cui però emerge un dato inquietante: non si sa se il vaccino anti-Covid andrà ad impattare sulla fertilità.

Vaccino sconsigliato a donne incinte

In effetti, il punto 4.6 del documento sul vaccino anti-Covid, denominato BNT162b2, riguarda specificamente «fertilità, gravidanza e allattamento». E in questo caso è detto chiaro e tondo che non sono state fatte ricerche sufficienti su possibili effetti collaterali. Pertanto, «non è consigliabile fare uso del vaccino durante la gravidanza». Infatti, «la vaccinazione dovrebbe essere esclusa per le donne in età fertile che si trovano in stato interessante. Inoltre, alle donne in età fertile deve essere consigliato di evitare di rimanere incinte per almeno due mesi dopo l’assunzione della seconda dose».

Vaccino anti-Covid e fertilità

Stesso discorso per quanto riguarda l’allattamento: «Non è noto se il vaccino BNT162b2 venga espulso dal latte materno. Per questo motivo non si possono escludere rischi per il neonato. Il vaccino non deve pertanto essere utilizzato durante l’allattamento». Ma se gravidanza e allattamento sono fenomeni relativamente circoscritti, la questione della fertilità riguarda invece una porzione assai più consistente della popolazione, e anche qui il vaccino anti-Covid della Pfizer non offre alcuna garanzia: «Non è noto se il vaccino abbia un impatto sulla fertilità». Parola del governo britannico.

Elena Sempione

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6 Commenti

  1. Aveva quindi ragione Paolo Mieli quando alla domanda di Lilli Gruber se si fosse vaccinato ha risposto sì perché alla sua età poteva farlo. Ha però aggiunto che se fosse stato in età per fare figli e diventare padre ci avrebbe pensato due volte. Che abbia informazioni da fonti che noi non abbiamo? Mettendo insieme la sua affermazione con il suddetto articolo la cosa è più che allarmante,

  2. Almeno hanno la decenza di dirlo. Ultimamente da protocollo alle donne incinte al terzo mese fanno un vaccino trivalente, con la scusa che l’immunità viene passata al feto. Lo stesso vaccino che fino a un po’ di tempo fa veniva proibito se incinte. Attente madri.

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