Roma, 6 gen – Un progetto architettonico moderno e ambizioso, che però ricordava un organo maschile in erezione, per ricostruire la guglia di Viollet-le-Duc andata in fiamme durante il tragico incendio della cattedrale di Notre Dame de Paris del 15 aprile 2019, è questa l’idea a dir poco sui generis che Brigitte Macron sottopose all’allora ministro francese della Cultura Roselyne Bachelot.

La rivelazione dell’ex ministro Bachelot

È da poco uscito in Francia “682 journs”. Il libro dell’ex ministro della Cultura del governo Macron Roselyn Bachelot, nel quale ripercorre la propria esperienza alla guida del ministero da luglio 2020 a maggio 2022. Appunto i 682 giorni del titolo. Un dietro le quinte della politica pieno di storie intriganti, rivelazioni e aneddoti. Come quello che coinvolge da vicino Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emanuelle Macron, e la ricostruzione di Notre Dame de Paris. Secondo l’allora ministro, il rifacimento della guglia andata distrutta nell’incendio doveva essere il più possibile fedele all’originale, prendendo quindi a modello quanto espresso dalla Carta di Venezia in materia di conservazione e restauro dei monumenti storici. Scrive Bachelot: “Non mi sono dimenticata della prima riunione della Commissione nazionale dell’architettura e del patrimonio durante la quale affermo, fin dal 9 luglio, che la guglia deve essere ricostruita identica a come era prima per rispettare la Carta di Venezia”.

“Una specie di sesso eretto, circondato alla sua base da palle d’oro”

Un atteggiamento che non era molto gradito dalle parti dell’Eliseo. L’entourage di Macron spingeva infatti per interventi di diversa natura, sognando “un gesto architettonico moderno” e accusando la Bachelot di fare tutto di testa propria. A farsi portavoce di queste ambizioni fu proprio Brigitte Macron, sottoponendo alla Bachelot un nuovo progetto. Così l’ex ministro descrive la situazione: “Non mi pento di questa insubordinazione quando, pranzando qualche giorno dopo con Brigitte Macron, mi mostra un progetto culminante con una specie di sesso eretto, circondato alla sua base da palle d’oro”. Insomma, il “gesto architettonico moderno” era un obbrobrio di pessimo gusto, con tanto di richiamo sessuale. Fortunatamente la stroncatura da parte della Bachelot è netta e la guglia della cattedrale, i cui lavori termineranno nel 2024, sarà ricostruita identica al passato.

Michele Iozzino

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