Roma, 4 set – Uno degli aspetti maggiormente rilevanti sul piano storico  è la stretta correlazione che ci fu tra il partito comunista e l’estrema sinistra. Lo storico Danilo Breschi osserva come sia il Pci che il Psi avviarono già a partire dalla seconda metà degli anni ’50 nell’ambito universitario una graduale opera di penetrazione con lo scopo di condizionare il governo strumentalizzando l’antagonismo studentesco con la finalità di determinare una graduale crescita elettorale. Insomma il Pci diede un contributo rilevante in termini di destabilizzazione del nostro paese. D’altronde la legittimazione, ad esempio, della violenza rivoluzionaria nei confronti dello Stato liberale capitalistica, non affondava le proprie radici ideologiche proprio nell’ideologia marxista di cui il Pci era il portavoce istituzionale?

Anche De Felice sottolinea come al di là dei contenuti di cui i movimenti si facevano portavoce, la loro ideologia fu protetta e insieme strumentalizzata dai partiti della sinistra storica determinando da un lato la convinzione da parte degli studenti di essere una forza rivoluzionaria. D’altra parte, l’incapacità di controllarli da parte del Pci e del Psiup determinò la deriva terroristica. Quanto poi alle alle presunte innovazioni di natura pedagogica proposte negli anni settanta, queste non erano altro che una vera e propria forma di imbonimento cioè di indottrinamento ideologico sistematico e capillare attraverso il quale veniva insegnato solo quel punto di vista negando a priori validità a qualsiasi altro punto di vista, finendo dunque per squalificare il diverso fino a irriderlo, manifestando in questo modo una cultura manichea portatrice di odio e di intolleranza.Un ruolo di estrema rilevanza svolse il cattolicesimo di sinistra. A tale proposito il filosofo della politica Nicola Matteucci, padre nobile del liberalismo italiano, Presidente dell’Istituto Carlo Cattaneo e fondatore della rivista Il Mulino, ebbe modo di rivelare nel saggio sul sessantotto come l’insorgenza populistica sessantottina, aveva determinato il nascere di una vera e propria zona grigia tra cultura cattolica e comunista che ebbe modo di manifestarsi nella mistica dell’operaio.

Ebbene questa zona grigia condusse  rispettivamente da un lato fuori dal marxismo verso il sindacalismo rivoluzionario e dall’altro lato verso un travisamento radicale del cristianesimo la cui finalità non era la trasformazione della società, ma la salvezza dell’anima. Un messaggio questo validissimo ancora oggi. Mettere insieme il marxismo ateo con il cristianesimo costituisce un vero e proprio incesto ideologico. L’insieme di questo sincretismo ed estremismo ideologico trasformò radicalmente il mondo delle istituzioni formative. A questo riguardo Rosario Romeo docente si Storia Moderna alla LUISS di Roma osservò causticamente come una delle conseguenze più nefaste del ‘68 fu   l’alleanza tra partito comunista e gruppi di estrema sinistra che portò alla  sistematica devastazione delle istituzioni formative.Ebbene questa nefasta sinergia  determinò la degradazione della scuola e dell’università a meri strumenti di ordine pubblico destinati a trattenere e ad assorbire le minacce d’ordine politico che il governo e le istituzioni politiche non erano in grado di affrontare sul terreno specifico delle normative e della repressione.

Insomma, le scuole – come le università – furono trasformate in centri di agitazione e propaganda, nelle quali regnavano sopraffazione e violenza. Quanto al ruolo del Pci, questo attuò con la connivenza e la complicità della sinistra extraparlamentare, una vera proprio egemonia totalitaria all’interno dell’università e, al di là della retorica relativa al pluralismo a alla democrazia, il Pci stese su tutto il paese una rete dalle maglie sempre più stretta attuando nei confronti dei gruppi dell’estrema sinistra una tattica che Romeo ebbe modo di denominare nel suo celebre volume “Scritti politici” del piromane-pompiere. Se dunque fra il sessantotto e il settantasette le istituzioni formative pubbliche si erano trasformate in enclave dell’ estremismo politico – sfornando spesso docenti e studenti ubriachi di ideologia – la americanizzazione e la mercificazione determinata dal finanzacapitalismo ( come lo ha opportunamente chiamato Luciano Gallino)le ha trasformate in grottesche aziende. Uno degli esiti del Buono scuola infatti è stato quello di trasformare le scuole in aziende/caserme gestite secondo una logica autoritaria-clienterale (altro che meritocrazia!) posta in essere da dirigenti che sembrano ora essere l’incarnazione del sergente Hartman del fim Full Metal Jacket ora ligi funzionari neostalinisti. Istituzioni nelle quali, spesso, i sindacati si sono dimostrati impotenti o conniventi. Istituzioni nelle quali, spesso, i docenti si sono trasformati in servitori ossequiosi quando non in vere e proprie spie e delatori del Padrone. Istituzioni nelle quali, attraverso il bonus premiale, il docente è diventato uno strumento di mercificazione coadiuvato in questo dalle tecnologie didattiche, assolutamente superflue sotto il profilo educativo, ma indispensabili e funzionali alla mercificazione del sapere.

Giuseppe Gagliano

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2 Commenti

  1. Un ottimo articolo, complimenti all’autore. Aggiungo che la convergenza tra cristianesimo e marxismo é conseguenza del CVII iniziato da Giovanni XXIII e completato da Paolo VI, che ha determinato di fatto la nascita del Cattocomunismo, che ha sostituito la vera dottrina cattolica.

    Se non ci fosse stata questa svolta liberalprogressista da parte della Chiesa di Roma, difficilmente gli studenti cattolici – salvo qualche eretico – sarebbero scesi in piazza assieme a quelli comunisti e creato insieme il Sessantotto, che non ha distrutto solo la scuola, ma la società nel suo complesso.

  2. Cosa aspettarsi dagli assassini di Giovanni GENTILE?… Da coloro che dopo averlo ucciso ne hanno distrutto infingardamente e cialtrone scadente l’ opera?… Un’ opera vanto della Cultura Latina in genere e Italiana in particolare! Che scempio!!!…..

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