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Alitalia codeRoma, 19 mag – Da probabili acquirenti, all’atto della privatizzazione, ad alleati troppo ingombranti. Fino alla chiusura definitiva di un rapporto che non è mai stato turbolento, ma nemmeno alla pari. Così si potrebbe riassumere il decennio intenso intercorso fra Alitalia ed Air France – Klm.



A partire dal 2017, quando scadranno i termini, l’accordo commerciale che lega Roma a Parigi non sarà rinnovato. “Questi accordi non sono più vantaggiosi per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio. Sono stati negoziati quando Alitalia era in una posizione molto diversa, con il risultato che gli stessi accordi, nella loro forma attuale, favoriscono la controparte“, ha spiegato l’amministratore delegato del nuovo corso targato Etihad, Silvano Cassano.

“Gli accordi limitano la nostra capacità di ridisegnare il nostro network -ha continuato l’ad- e la possibilità per Alitalia di conseguire una sostenibilità di lungo termine delle proprie attività. La nuova Alitalia è in una nuova posizione. La nostra priorità, per l’Italia e per Alitalia, è quella di riconquistare il mercato dei turisti in arrivo nel nostro Paese, servendo al contempo gli italiani in viaggio all’estero per turismo o per affari”.

Un’Alitalia, quindi, che non si limiti alla strategia (perdente) del breve e medio raggio, ma possa agire come i suoi principali concorrenti internazionali. Da qui la mecessità di uscire da un abbraccio, quello con i transalpini, che cominciava a diventare soffocante per le ambizioni future dell’ex compagnia di bandiera. Fra le novità in vista, la ripresa degli investimenti nel settore cargo, andato via via perdendo quote di mercato: “Puntiamo ad offrire soluzioni competitive per l’industria manifatturiera italiana, la seconda più grande in Europa, che ha sempre più bisogno di esportare merci in tutto il mondo”, ha annunciato sempre Cassano.

Filippo Burla



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