Roma, 15 apr – Duro colpo per il turismo in Italia, dopo le restrizioni e chiusure anti Covid a pesare sono la guerra in Ucraina e le sanzioni contro Mosca: azzerata la presenza di turisti russi. A lanciare l’allarme è l’Istat, secondo cui ci sarà “un inevitabile azzeramento” della domanda russa e ciò “avrà un importante impatto sui ricavi” del settore. Per l’Istituto nazionale di statistica infatti “i turisti russi sono da tempo tra quelli con la maggiore capacità di spesa (145 euro di spesa pro capite giornaliera nel 2018, al quarto posto dopo giapponesi, cinesi e canadesi). Nonché tra quelli più inclini a privilegiare le strutture alberghiere di lusso (più del 40% delle presenze dei russi nel 2019 erano registrate in questa tipologia di struttura).

Nel 2019 i turisti russi sono stati circa sei milioni

L’Istat ricorda che il turismo di provenienza russa ha rappresentato una “fonte di domanda vivace nell’ultimo decennio, con un picco di quasi 8 milioni di presenze nel 2013. La prima crisi Ucraina del 2014, con le sue conseguenze di sanzioni economiche e la svalutazione del rublo avevano provocato un calo delle presenze dei russi in Italia che però, a partire dal 2017, erano tornate a crescere fino ai circa sei milioni del 2019. Con gli effetti dell’emergenza sanitaria le presenze sono crollate a circa un milione nel 2020 e hanno avuto un ulteriore calo nel 2021 pari a circa il 40%“.

L’impatto della guerra tra Russia e Ucraina arriva dopo le restrizioni anti Covid

La guerra tra Russia e Ucraina ha interrotto quindi il flusso di presenze e denaro dalla Russia in Italia. Stando ai dati riportati dall’Agi, a partire dal 2009 e fino al 2014 i pernottamenti di turisti russi in Italia sono passati da poco meno di 3 milioni e 600 mila a quasi 8 milioni. La spesa è salita da 623 milioni a 1 miliardo e 328 milioni di euro, grazie anche alla capacità di offrire pacchetti differenziati per tutte le tasche: dal turismo deluxe alla formula del “tutto compreso”. La chiusura dello spazio aereo sui cieli europei e italiani ha provocato uno stop a questo flusso mettendo in ulteriore seria crisi il settore turistico, già fortemente in sofferenza a causa delle restrizioni e delle chiusure per la pandemia.

Il duro impatto sul settore causato da chiusure e restrizioni anti Covid

Da quanto risulta dai numeri di Infodata sul turismo in Italia senza fare differenziazioni di provenienza dei visitatori, il Belpaese ha subito meno danni dall’impatto di chiusure e restrizioni anti Covid nel mese di agosto 2021. Il calo delle notti trascorse dai turisti negli hotel nel 2020 è stato del 7,7%. Ma l’anno successivo si è ridotto a un -0,4% rispetto ai periodi pre pandemici. Diversa la situazione nel periodo invernale 2020 con una riduzione delle notti trascorse dai turisti nelle strutture ricettive italiane pari al 72,2%. E Pasqua 2022? Secondo le stime di Cst e Assoturismo, nel fine settimana lungo il sistema ricettivo italiano dovrebbe registrare 4,7 milioni di pernottamenti.

Assoturismo: “Numeri Pasqua 2019 ancora lontani, ma forse inizio inversione tendenza”

“Sono ancora lontani i numeri della Pasqua 2019, che aveva registrato 6,1 milioni di pernottamenti, ma potrebbe essere l’inizio di una reale inversione di tendenza per tutto il comparto turistico, sostanzialmente fermo da oltre due anni. La situazione per le imprese del turismo resta critica e complessa. Tuttavia – commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – la Pasqua 2022 potrebbe rivelarsi un momento di svolta per il settore anche se purtroppo la ripresa non sta avvenendo con la stessa forza in tutto il Paese”.

Con un settore appena avviato verso la ripresa, la mancanza del turismo russo è un ulteriore duro colpo all’economia italiana. Secondo Assoturismo, solo ad aprile 2022 dovremo rinunciare già a circa 175mila pernottamenti di turisti russi e a quasi 20 milioni di euro di fatturato.

Ludovica Colli

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