Roma, 16 ott – Quanto costerà la transizione vero la mobilità elettrica? Tantissimo. Non solo per le tasche degli automobilisti, visti gli attuali prezzi di listino che rendono questi mezzi proibitivi per le tasche dei più. A farne le spese sarà anche l’industria dell’auto. Se in Italia è già stato suonato il requiem, pure i colossi tedeschi come Volkswagen ora mettono in guardia sul bagno di sangue che ci attende.



Posto che il Recovery Fund è lo strumento con cui, mascherandolo da solidarietà europea, finanzieremo (generosamente) la riconversione in senso “verde” di Germania e relativi satelliti, ciò non significa che per loro la transizione sarà indolore. Tutt’altro.

La previsione di Volkswagen: “30mila licenziamenti”

Ne è convinto, tra gli altri, l’amministratore delegato di Volkswagen, Herbert Diess, che ha parlato senza mezzi termini della possibilità, nel prossimo futuro, di dover far fronte ad almeno 30mila esuberi “per ridurre i costi e poter competere con Tesla”. Parliamo di più del 10% della forza lavoro del gruppo nella sola Germania. L’annuncio, che secondo il quotidiano Handelsblatt è stato fatto nel corso di una riunione del consiglio di sorveglianza tenutosi lo scorso 24 settembre, sarebbe però stato subito smentito dalla Volkswagen. La classica smentita, vien da pensare, data due volte. Tanto più se pensiamo che, proprio nelle more della riconversione dai carburanti alle batterie, la stessa percentuale in termini di tagli è quella prevista anche da Renault.

Leggi anche: Inquinamento e posti di lavoro: ecco perché l’auto elettrica è una fregatura

I numeri, d’altronde, non lasciano molto scampo. Un’auto elettrica ha infatti un terzo dei componenti di un’auto a motore endotermico e richiede metà del tempo per essere assemblata. Il che si traduce nella necessità di minore manodopera per le fasi sia di produzione che di montaggio con un rapporto occupazionale all’incirca di 1 a 4. Questo solo nel diretto, senza cioé considerare tutto l’indotto.

Filippo Burla

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9 Commenti

  1. Senza contare che le VW, come tanti altri marchi o modelli internazionali (consentitemi come riconoscimento personale di ricordare la significativa scomparsa e sino-malefica esperienza Saab), se trattate bene pure in manutenzione (=lavoro), durano una vita ben più lunga delle costosissime, pericolose batterie! Ovvero quando la tecnica non è gradita alla finanza! Avanti così e resteranno a tutto gas… le Uaz!

  2. Si ma secondo Cigolani il mondo è stato progettato per ospitare tre miliardi e mezzo di persone.
    Uno di noi su due è un di più.
    Regolatevi.

  3. L’auto elettrica fa rima con cancro ambientale
    https://www.theguardian.com/sustainable-business/2017/aug/10/electric-cars-big-battery-waste-problem-lithium-recycling

    soffocheranno l’ambiente nel giro di dieci anni posto che questa è la durata programmata di un auto elettrica ottenuta rendendo anti economica la sostituzione della batteria vero cuore dell’auto elettrica proprio sperando di evitare la disfatta della quasi eterna auto a combustione (basta guardare i raduni di auto d’epoca) proprio sperando di arginare con un cambio forzato dell’auto non possibile con le auto a combustione interna la saturazione dei mercati già evidente.

    Ci dicono che la pila del nostro telecomando inquina, la pila è una batteria, immaginate quanto inquina una batteria #Tesla (non perché ce l’abbia con Tesla ma perché è l’unico dato certo che ho, non amo prendere querele) che a seconda della capacità pesa tra i 600 e i 700 chili.

    E i boccaloni ancora abboccano alla storia delle emissioni Zero sviati dall’assenza del tubo di scarico perché ignoranti non sono i grado di considerare il vero inquinamento, dall’estrazione delle materie prime alla produzione e al successivo smaltimento oltre all’inquinamento dato dalla produzione dell’energia per ricaricarle.
    https://massimosconvolto.wordpress.com/2019/02/16/eco-bufale/

    Senza pensare al fatto che un’auto elettrica è molto più soggetta ad incendiarsi e l’incendio di un’auto elettrica sprigiona molte più sostanze tossiche tanto che sevono attrezzature di protezione speciali oltre a nascondere molte più insidie ovviamente tenute nascoste dalla pubblicità truffa
    http://www.vigilfuoco.it/aspx/notizia.aspx?codnews=58768

    Questa è l’auto elettrica.

  4. Si,a l’auto elettrica non sprigiona merda stracolma di metalli pesanti e non ha bisogno di freni a disco poiché può essere frenata magneticamente quindi senza espellere nano metalli continuamente.

  5. Non servono i freni vero?
    https://www.youtube.com/watch?v=OOrAQkY3_W0

    Peccato che qualsiasi motore elettrico se deve garantire la posizione, soprattutto a carico tipo elevatori che devono fermarsi in altezza con carico siano dotati di freno meccanico con ferodo per garantire che il carico non scenda.

    E lo stesso a maggior ragione per una macchina
    https://www.tesla.com/ownersmanual/modely/it_it/GUID-3DFFB071-C0F6-474D-8A45-17BE1A006365.html#STOPPINGMODE3

    Apri gli occhi se no le pesti.

  6. A parte che se guidi bene freni poco e i materiali nuovi sono molto meno inquinanti, ma con le gomme come la mettiamo? Torniamo ai tempi di BC o voliamo, il che potrebbe essere anche più simpatico?

  7. Non avevo dimenticato le gomme 😀

    Non volevo sembrare troppo puntiglioso.

    Magari si potrebbe passare a ruote integrali in legno ecologiche prodotte con la tecnologia ormai collaudata con cui si produce il pellet dal cippato 😛

    Tanto per non consumare, perché chi ha comprato un’ibrida da boccalone ma fa in maggioranza extraurbano accortosi della fregata presa – negli anni 80 già dal 1.600 a benzina si metteva a GPL se no ci si svenava – non va a più di 50 all’ora anche dove c’è il limite dei 90 per andare elettrico.

    Ruote integrali in legno andrebbero benissimo 😀

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