Roma, 10 feb – Il caro energia con le bollette di elettricità e gas alle stelle frena la ripresa e costringe molte aziende a chiudere mentre il governo Draghi fa troppo poco per proteggere le imprese. L’emergenza colpisce soprattutto le piccole e medie imprese che chiedono nuovi aiuti. Ma senza interventi strutturali l’Italia non può mettersi al riparo, soprattutto per via dei grandi consumi delle aziende energivore.

Caro energia, aumenti record in bolletta: le Pmi rischiano la chiusura

L’emergenza causata dai rincari energetici va affrontata subito e con provvedimenti adeguati. Il quadro è davvero preoccupante: gli aumenti delle bollette sono senza precedenti – per il gas si temono rincari fino al 600%, per l’elettricità fino al 500%. Una situazione insostenibile. I numeri parlano chiaro: per il sistema produttivo italiano la bolletta energetica è passata dagli 8 miliardi del 2020, ai 21 dell’anno scorso, con una previsione di 37 miliardi per il 2022. In questa situazione, a soffrire sono soprattutto le Pmi, che rischiano di dover chiudere i battenti.

Gli interventi del governo sono insufficienti

E Draghi che fa? Per il primo trimestre del 2022, il governo ha stanziato contro il caro bollette 5,5 miliardi, di cui 3,8 per le famiglie e 1,7 per il sistema produttivo. Ma per Confindustria l’intervento è insufficiente, perché lascerebbe fuori il 70% delle Pmi. Per questo il mondo produttivo chiede ulteriori provvedimenti. A partire dal raddoppio delle estrazioni di gas nazionale dai giacimenti nell’Adriatico e in Sicilia, da destinare poi a prezzo calmierato alle imprese. Nonché l’utilizzo dei proventi delle aste della CO2 per la decarbonizzazione dei settori che consumano di più.

Draghi non vuole lo scostamento di bilancio

Dal canto suo, il governo lavora a un nuovo decreto per contenere i danni del caro bollette. Tuttavia Draghi non intende operare uno scostamento di bilancio – che è quello che invece chiede la Lega. Si parla di un intervento di 5-7 miliardi in aiuto di famiglie e imprese. Intanto le imprese lanciano l’allarme: un’azienda su dieci è pronta a licenziare. Mentre il 7,6% ridurrà le retribuzioni. Il caro energia peraltro si abbatterà anche sul commercio, che rischia un salasso passando da 11,4 a 20 miliardi di bollette.

La coperta è corta

E se le Pmi rischiano la chiusura, nel mirino ci sono le aziende energivore. Secondo Assofondle imprese dei settori che consumano di più hanno un ruolo chiave nel tessuto italiano, generano 88 miliardi all’anno di valore aggiunto, esportano il 55% del fatturato e danno lavoro a 350mila persone. Ma come si dice la coperta è corta. Il rischio è che per proteggere le aziende energivore si lasceranno indietro le Pmi.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. […] “Le ripercussioni del caro bollette sui listini al dettaglio determinano attualmente una stangata da +38,5 miliardi di euro per le tasche dei consumatori, e con l’attuale livello dei prezzi ogni singola famiglia, a parità di consumi annui, deve mettere in conto una maggiore spesa di circa +1.480 euro“. A lanciare l’allarme è il presidente di Assoutenti Furio Truzzi. Situazione critica anche per le Pmi, che rischiano di chiudere per il caro energia. […]

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