Siena, 9 feb — Una manifestazione per contestare la conferenza-sfregio sulle foibe indetta dal rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari: ieri pomeriggio il Blocco studentesco della città toscana si è dato appuntamento davanti all’ateneo esprimendo il proprio dissenso contro l’ennesimo convegno riduzionista, organizzato per mettere in discussione la legge del 2004 che istituisce la commemorazione delle Foibe, da Montanari definita più volte frutto di una «battaglia revisionista» e «il più clamoroso successo della falsificazione storica» da parte della destra «più o meno fascista». Tra gli ospiti figurava anche l’ormai celeberrimo Eric Gobetti, membro dell’istituto storico della resistenza e noto alle cronache per le sue posizioni politiche antifasciste e filo-titine. 

Convegno sulle Foibe a Siena, Blocco: “Volontà di cancellare la storia”

«Oggi ci siamo ritrovati davanti all’Unistrasi — fa sapere l’organizzazione studentesca legata a CasaPound Italia — per opporci alla volontà di cancellare un pezzo della nostra storia a colpi di seminari. Il sangue che ha macchiato le terre d’Istria, Fiume e Dalmazia rimane vivo nelle menti di milioni di italiani». Dietro questo tipo di iniziative vi è una volontà precisa di cancellare la memoria di quelle atrocità e di riscrivere la storia secondo il solito paradigma antifascista. «La crudeltà barbara e l’odio dei partigiani titini non può essere dimenticata come non possono esserlo le oltre diecimila vittime e gli oltre duecentocinquantamila esuli giuliani. Una ferita insanata della Repubblica italiana, che nonostante l’istituzione del Giorno del Ricordo continua ad avere nel suo medagliere come ‘cavaliere al merito’ il Maresciallo Tito».

Montanari vive speculando sulle Foibe

«Uno scempio», secondo il Blocco Studentesco, che nel 2022, in un’università pubblica italiana si sia svolta la «conferenza privata di uno storico che vive speculando sulle Foibe. Il titolo già un programma: ‘Uso politico della memoria e revanscismo fascista: la genesi del Giorno del Ricordo‘. Lo stesso rettore Tomaso Montanari ha dichiarato che il giorno del ricordo è “frutto di una battaglia revisionista e il più clamoroso successo della falsificazione storica da parte della destra più o meno fascista”». Il tutto è avvenuto nell’indifferenza di istituzioni e amministrazione, con il pro-rettore Mauro Moretti a giustificare l’iniziativa definendola «scientifica» e «non politica». E’ a suffragio di tanta «scientificità» che Montanari ha chiamato come relatore Gobetti, colui che ebbe a dire: «Basovizza non è una foiba: è un pozzo minerario», e «i massacri titini non furono pulizia etnica né genocidio, ma una sorta di resa dei conti come avvenne contemporaneamente in tutta l’Europa liberata»?

Si chiede quindi il Blocco: «Perché è stato permesso? Perché nessuna opposizione si è mossa per impedire lo scempio? Questi individui vanno cacciati a calci in culo dalle cattedre e dalle università, dove purtroppo hanno avuto per troppo tempo mano libera per esercitare un potere assoluto sulla vita culturale degli studenti». «Noi», conclude la nota «rimarremo vigili e continueremo a lottare contro chi vuole seppellire la luce. Nelle Università non c’è posto per chi sventola la bandiera titina. Riempirsi la bocca di slogan mediocri che minimizzano eventi catastrofici come le Foibe non vi renderà uomini liberi”.

Cristina Gauri

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