Roma, 4 gen – Una nuova, tristissima, definizione: poveri energetici. Inquadra un dramma sociale figlio di tempi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Sì perché il caro bollette – stando ai dati dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica – mette in ginocchio 2,2 milioni di italiani, pari all’8.5% della popolazione. Sono per lo più persone che vivono sole, in gran parte anziani e di questi in maggioranza donne. Pagano l’assenza di una rete familiare, una scarsa interazione sociale e pure la poca informazione sulle opportunità di ricevere sostegni concreti dallo Stato, come i bonus.

“I poveri energetici – dice Serena Rugiero, responsabile dell’Area energia e sviluppo della Fondazione Di Vittorio – sono coloro che si trovano in condizione di difficoltà, con effetti sul mantenimento di uno standard di vita dignitoso, sulla salute delle persone e il loro benessere”. Stando poi a un’indagine Ipsos, commissionata dal Banco per l’Energia, sono addirittura otto su dieci i cittadini italiani angosciati per il caro energia. La metà di essi ha già ridotto i propri consumi energetici.

I poveri energetici sono 2,2 milioni. E il gas aumenta del 23,3% a dicembre

Come se non bastasse, a dicembre la bolletta del gas è ulteriormente aumentata. Stando ai calcoli di Arera, in base all’andamento medio del mercato all’ingrosso italiano, per una famiglia italiana media lo scorso mese si è registrata una crescita del 23,3% della bolletta, rispetto al mese di novembre.

A spiegare quanto sta accadendo è Stefano Besseghini, presidente di Arera. “Il prezzo – dice Besseghini al Corriere della Sera – è sceso solo a partire dal 17-18 dicembre, mentre nella prima metà del mese il valore si è tenuto strutturalmente alto attorno ai 135-140 euro a megawattora. È presumibile che se i prezzi si dovessero mantenere sui livelli attuali,il mese di gennaio farà registrare una diminuzione delle tariffe. Le temperature miti di queste settimane ci stanno aiutando molto di più di quello che ci costringe questa nuova geopolitica. Nelle prime due settimane di dicembre le temperature erano più rigide e il prezzo del metano era alto perché gli operatori di mercato non potevano escludere che restasse tale”.

Alessandro Della Guglia

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. La oramai famosa vulnerabilità energetica, oltrettutto ampliata ad hoc, che porterà ancora più appiattimento generale verso il basso senza misure compensatrici e riposizionanti nella umana “logistica”.
    Visto che siamo considerati merci, alias capitale umano, almeno come merci rivendichiamo ambienti più consoni di certi lager urbani! Riprendiamoci il suolo.

Commenta