Michelin stabilimento
Michelin vara un “piano strategico” per l’Italia: previsti quasi 600 licenziamenti

Roma, 5 nov – La ripresa si sta consolidando, l’Italia è in ripartenza e da tutto il mondo guardano a noi come ad un esempio. L’esempio del classico “Fate come dico ma non come faccio”, vien da pensare a guardare come le multinazionali, dopo i continua tira e molla Electrolux, si stanno comportando.

Michelin chiude

E’ il caso ad esempio della Michelin, casa produttrice di pneumatici e non con una forte presenza in Italia, dove opera quattro stabilimenti, tutti in Piemonte: Torino, Alessandria, Cuneo e, sempre nella Granda, Fossano. Quest’ultimo, secondo i piani dell’azienda transalpina, è però destinato a chiudere. Lasciando a casa 400 persone.

Il “piano strategico” Michelin

L’azienda francese lo ha annunciato, in questi giorni, all’interno di un “piano strategico per migliorare la competitività delle proprie attività”. Dosato l’uso delle parole, che in realtà nascono una situazione drammatica per i lavoratori italiani. Sono infatti sì previsti 180 milioni di investimenti – come sempre in questi casi, come fosse un do ut des – a fronte però di centinaia di licenziamenti.

La situazione di Fossano è quella più critica. Lo stabilimento, avviato nel 1970 e nel quale sono realizzati principalmente cavi metallici, è attualmente utilizzato al di sotto della sua capacità (Michelin parla di flessione del 45% dal 2009 ad oggi) e buona parte della produzione risulterebbe acquistabile sul mercato “sul mercato a costi decisamente inferiori”, si legge nella nota diramata.

Non solo Fossano: in totale quasi 600 licenziamenti

Nel mirino di Michelin sono però anche gli altri siti nel territorio nazionale. Sarebbero, secondo le intenzioni dei francesi, 30 gli esuberi ad Alessandria, 120 a Torino e altri 28 a Tribano (Pd), dov’è presente un magazzino. In totale si tratta di 578 lavoratori che potrebbero essere lasciati a casa.

Il settore della gomma risente una crisi che dura ormai, sia pur non conclamata come in altri ambiti, da tempo. Il caso di Bridgestone a Bari, che è arrivata addirittura a minacciare il licenziamento per chi non avesse accettato il dimezzamento dello stipendio, pur dopo aver preso cospicui finanziamenti pubblici, è emblematico.

Sono queste la ripresa e la tanto sbandierata affidabilità sul piano internazionale vantate dal governo?

Filippo Burla

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