Roma, 8 giu – Non v’è dubbio che il mercantilismo possa essere interpretato anche come espressione del carattere assolutista degli Stati che nacquero nel corso del XVI e XVII secolo in Europa, Stati che ebbero come scopo principale quello di affermare la propria sovranità sia in ambito economico che giuridico, diplomatico e militare. Il mercantilismo può, inoltre, anche essere interpretato come espressione degli interessi economici del capitalismo e, in particolare, di quello mercantile e industriale.

Espansione commerciale

Indubbiamente il mercantilismo ha contribuito a rafforzare la potenza del principe. Un primo aspetto da sottolineare è che certamente la necessità dell’espansione commerciale e coloniale fuori dall’Europa ha determinato una conflittualità permanente tra le potenze europee.

Un secondo aspetto da rilevare è il fatto che il mercantilismo ha incrementato il commercio interno cercando di liberarlo da ogni ostacolo, mettendo in circolazione il contante piuttosto che tesaurizzarlo in modo infecondo. Non a caso il mercantilismo ha sempre cercato di favorire lo sviluppo dell’attività di credito sia commerciale che bancario come anche di migliorare ed incrementare i mezzi di comunicazione e di trasporto. Infatti, grazie al mercantilismo, si è passati da una visione statica dell’economia ad una dinamica in cui il flusso di ricchezze sia mercantile che monetario diventa capace di generare ancora più ricchezza.

Mercantilismo: non solo commercio estero

Non deve sorprendere allora il fatto che il mercantilismo abbia favorito lo sviluppo del commercio sia interno che esterno perché ha visto in esso l’unico elemento in grado di generare accumulazione monetaria. In altri termini la rilevante originalità del mercantilismo come dottrina economica sta certamente non solo nella capacità di interpretare la realtà delle relazioni internazionali in termini di economia nazionale (poiché per il mercantilismo la nazione è una unità fondamentale), ma anche quella di interpretare la realtà internazionale come un permanente scontro tra Stati per la spartizione del mercato mondiale.

Dal punto di vista della politica economica infatti il suo obiettivo è stato quello di unificare e sviluppare tutte quelle condizioni politiche ed economiche che possono consentire a una nazione di conquistare e difendere le migliori posizioni possibili nella concorrenza internazionale.

Giuseppe Gagliano

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