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Roma, 27 set – L’economia del Botswana è una delle più ricche d’Africa. Risultato dovuto, tra le altre cose, al fatto che il governo sia riuscito ad utilizzare gli introiti dalla vendita dei diamanti per destinarli ad investimenti produttivi. Parliamo di servizi, infrastrutture e quant’altro necessario ad agganciare il treno dello sviluppo. Questo non ha tuttavia impedito, nel 2020, un crollo quasi senza precedenti. Nell’annus horribilis della pandemia, complice anche il netto calo (-30%) della vendita di diamanti, il Pil ha fatto segnare un drammatico -8,5%. Il peggio, però, sembra ormai alle spalle.



I diamanti trainano l’economia del Botswana

Nel 2021, infatti, la vendita di diamanti è ripresa con aumenti in doppia cifra. Si parla di percentuali superiori al 40%, trainate soprattutto dall’incremento della domanda da parte di Stati Uniti e Cina. Ciò significa che, nell’anno della ripresa globale, l’economia del Botswana crescerà del 9,7%. Un vero e proprio record per Gaborone, che gli consentirà di recuperare (e persino superare, se le previsioni saranno confermate) l’intera perdita registrata nei 12 mesi precedenti. Va detto che ad “aiutare” le stime di crescita, almeno dal lato statustico, ha anche influito la revisione operata per tenere conto dello sviluppo registrato negli ultimi anni: adesso la base del Pil farà riferimento ai dati del 2016 e non più a quelli del 2006.

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Il miglioramento dei risultati dell’economia del Botswana non è sfuggito agli addetti ai lavori. L’agenzia Standard&Poor’s, ad esempio, ha rivisto le previsioni a medio lungo termine del rating della nazione africana da negativo a stabile. Un miglioramento dovuto alle favorevoli dinamiche nel mercato dei diamanti, che permetterà al Paese di consolidare la sua posizione fiscale almeno per i prossimi due anni.

Giuseppe De Santis



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