Berlino, 22 mag – Il popolo tedesco? Non esiste. Almeno stando a quanto ha affermato poco più di un mese fa il leader dei Verdi tedeschi, Robert Habeck, nel corso di una controversa intervista a Informr, canale Youtube di sedicente “Politica per la Generazione Y” prodotto da un lavoro congiunto dell’Associazione delle emittenti televisive della Repubblica federale di Germania (ARD) e della Seconda rete nazionale tedesca (ZDF, l’equivalente della nostra RaiDue). Nello specifico, ad una domanda che riguardava il concetto di “tradimento del popolo”, lo scrittore e politico 49enne ha risposto: “Il popolo è un concetto nazista. I popoli non esistono, e di conseguenza non può esistere alcun tradimento del popolo. È solo un’affermazione rabbiosa, che rischia esclusivamente di creare divisioni, discriminazioni e ripercussioni funeste”.
Queste affermazioni hanno naturalmente scatenato reazioni di protesta, in particolare quella di Jörg Meuthen, economista e portavoce del partito di destra AfD (Alternative für Deutschland), che ha replicato con un post su Facebook. Nel messaggio affidato al social network, Meuthen ha controbattuto alle osservazioni di Habeck affermando tra le altre cose che “(…) secondo l’infallibile Habeck non esiste un popolo tedesco. Certo deve essere fastidioso per lui, che nella Costituzione si affermi che il potere viene conferito allo Stato dal popolo. Certo deve essere imbarazzante che la legge definisca anche il popolo tedesco come l’insieme dei cittadini tedeschi. Certo dovevano aver preso tutti un abbaglio i fondatori e le fondatrici di questa nazione. (…). Ma è ovvio che esista un popolo tedesco, come esiste un popolo italiano, un popolo spagnolo, un popolo francese e uno turco ad esempio. E questo popolo esiste proprio perché i Verdi non hanno ancora portato a termine il loro processo di distruzione dei confini (…). Il nostro popolo è sopravvissuto al peggio e non deve temere uno pseudo intellettuale islamofilo che snobba i tedeschi”. Verrebbe spontaneo chiedersi come un politico di spicco come Habeck, che da gennaio scorso è anche a capo del partito Allenza90/I Verdi, possa negare l’esistenza stessa del popolo che rappresenta e che alle ultime elezioni nazionali ha dato un 9% delle preferenze al suo partito. Questa è solo una delle perplessità che si possono avanzare su questo partito. Ma vale la pena di mettere in luce simili chiaroscuri, se si considera che prese di posizione come quella di Habeck trovano terreno fertile.
È di pochi giorni fa un’inchiesta di Der Spiegel che ricorda come fin dalle origini sotto la bandiera de i verdi confluirono, insieme a pacifisti, femministe, ambientalisti e attivisti anti-nucleare, anche personaggi controversi che caldeggiavano “la legalizzazione dei rapporti sessuali affettuosi tra adulti e bambini”. Uno di questi era Daniel Cohn-Bendit, già co-presidente del gruppo dei Verdi del Parlamento Europeo: nella sua autobiografia datata 1975 e intitolata “Grand Bazar”, l’ex europarlamentare descrive le proprie esperienze di maestro in un asilo tedesco lasciandosi andare a commenti molto ambigui riguardo alla sessualità tra adulti e bambini, e arrivando a descriverli come “un incredibile gioco erotico”. Aspramente criticato in seguito per l’opera, Cohn-Bendit si è sempre difeso dicendo che il tutto andava interpretato nel quadro generale degli anni ’70, e che i suoi scritti erano volti esclusivamente a “scioccare i borghesi”. Visti i precedenti, è ora lecito attendersi che anche Habeck liquidi ogni commento alla propria affermazione sulla “non esistenza” del popolo tedesco affermando di aver lanciato una semplice provocazione?
Alice Battaglia

2 Commenti

  1. Sodomia,pedofilia,sentimenti antinazionali e lotta al nucleare…….. questi verdi tedeschi sono dei fenomeni da baraccone……..purtroppo il letame è transeuropeo……..e prendendo pure tanti voti. Povera Germania……. in senso filosofico ovviamente.

Commenta