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Roma, 22 nov – Morto uno storico capo terrorista, purtroppo ne viene nominato un altro. E non è affatto detto che la strategia criminale del nuovo leader sia meno cruenta del suo predecessore, anzi. Con la morte di Al Zawahiri, forse dovuta a problemi respiratori (si parla di complicanze dell’asma), si chiude una drammatica parentesi del terrore inaugurata negli anni ottanta. Il 69enne chirurgo egiziano non è stato infatti semplicemente il successore di Osama Bin Laden alla guida di Al Qaeda, ma de “La Base” (letterale significato dell’organizzazione) sin dagli albori è stato colonna portante. Per certi versi fu lui a istruire lo “Sceicco del terrore”, contribuendo a plasmarne il carattere jihadista.

Il successore di Al Zawahiri

Di Al Zawahiri parliamo adesso al passato dando buona la notizia della morte, anche se in questi casi sarebbe sempre bene mantenere una certa cautela. Difficilmente i gruppi terroristici confermano subito la morte del loro leader, più spesso bleffano strategicamente cercando di mantenere il massimo riserbo, altre volte fanno trapelare notizie false per depistare l’intelligence quando sospettano sia vicina a intercettarne il rifugio. In ogni caso, come detto, non sarebbe del tutto rassicurante neppure avere la certezza della scomparsa di un capo terrorista. Il successore di Al Zawahiti dovrebbe essere Said al Adel, ex colonnello egiziano sessantenne. Condizionale d’uopo anche stavolta, per quanto il resto della vecchia guardia di Al Qaeda è stato praticamente decimato e dunque Al Qaeda non avrebbe in mano un elenco troppo lungo di figure papabili per il “gravoso” ruolo.

Un personaggio inquietante

Ci sono però altri inquietanti personaggi che emergono dalle sabbie del deserto nordafricano. Uno di questi è l’algerino Abou Obeida Youssef al-Annabi. Stando a quanto riportato dal ben informato sito di intelligence americano Site, al-Annabi sarebbe stato designato come nuovo leader di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Al Qaeda lo avrebbe comunicato con un apposito video in cui è stata al contempo confermata la morte dell’ostaggio svizzero Béatrice Stockly, rapita in Mali nel gennaio 2016. La scelta di annunciare contemporaneamente la nomina del nuovo capo e l’uccisione di un ostaggio europeo è già di per sé preoccupante, perché da questo si può facilmente dedurre un tentativo di “avvisarci” e dunque una probabile escalation delle azioni terroristiche.

Secondo il Counter Extremism Project, Al-Annabi è oltretutto sulla lista nera dei più pericolosi terroristi internazionali degli Stati Uniti dal settembre 2015. Negli ultimi anni è apparso regolarmente nei video di propaganda di Al Qaeda e già nel 2013 chiese ai musulmani di reagire contro l’intervento della Francia in Mali. Adesso molti analisti temono che Al-Annabi cerchi di scatenare attentanti in Europa, sfruttando anche la rotta degli immigrati.

Eugenio Palazzini

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