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Roma, 21 gen – L’intelligence occidentale ne è convinta: l’Isis ha scelto il nuovo capo, nominato dopo la morte del sedicente califfo Abu Bakr Al Baghdadi avvenuta lo scorso ottobre. A rivelare il nome del neo capo del terrore è il Guardian: si tratterebbe di Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi, ovvero uno dei fondatori del gruppo jihadista sconfitto militarmente sul campo ma ancora capace di compiere attentati. Stando a quanto ricostruito dal quotidiano britannico, Al Salbi avrebbe conosciuto il defunto leader Al Baghdadi nel 2004, quando entrambi erano rinchiusi nel carcere di Camp Bucca nel sud dell’Iraq.

Il curriculum terroristico

Nato nella città irachena di Tal Afar da una famiglia turcomanna, Al Salbi è uno dei pochi non arabi nel direttivo dell’Isis. Conosciuto anche come Haji Abdullah, avrebbe scalato le gerarchie del gruppo jihadista grazie alla sua fama di studioso del Corano e in seguito a una laurea sulla sharia conseguita all’università di Mosul. Tra i fondatori dello Stato islamico, il nuovo capo avrebbe poi guidato gli attacchi contro gli yazidi a Sinjar e nella piana di Ninive nel 2014. Avrebbe inoltre supervisionato le operazioni terroristiche dell’Isis compiute in varie parti del mondo e poche ore dopo l’uccisione del sedicente califfo sarebbe stato scelto come suo successore. Ad ottobre si era diffuso in realtà un altro nome, quello di Abu Ibrahim al-Hashimi al-Quraishi, senza però che a riguardo vi sia mai stato riscontro.

Dove si trova Al Salbi?

La nomina di Al Salbi a capo dell’Isis in ogni caso non è un fulmine a ciel sereno, se non altro perché la scorsa estate era stato scelto per guidare i Muslim Affairs dello Stato islamico, ricoprendo quindi il ruolo di guida operativa del gruppo jihadista di cui da sempre è considerato uno dei massimi ideologi. Nessuno sa dire con certezza dove si trovi adesso Al Salbi, ma le ricerche dei servizi segreti occidentali si sono concentrate in un primo momento sull’Iraq (area di Mosul) per poi estendersi fino in Turchia dove vive il fratello, rappresentante del movimento Fronte Turkmeno-Iracheno. Secondo l’intelligence, comunque, il nuovo capo dell’Isis non si troverebbe in Siria.

Eugenio Palazzini

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