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Roma, 21 gen – Va bene, va bene, abbiamo capito: Junior Cally ha fatto incazzare tutti e lo ha fatto prima ancora di esibirsi. Il rapper di Focene s’è trovato in mezzo al caos mediatico derivato dal malvagio “passo indietro” femminile evocato da Amadeus e adesso ne fa le spese. In fondo non ce ne frega niente, lo possiamo dire – pure perché nessuno sa chi sia sto rapper. Molti di quelli della mia generazione, nata negli ottanta e cresciuta nei novanta, non ricorda un festival di Sanremo che non sia stato criticato, che non sia stato un po’ imbarazzante e soprattutto che non sia stato noioso. L’età d’oro del festival dei fiori è passata almeno da quarantanni. Ma noi nazionalpopolari non perdiamo la speranza, ci piace sognare. Ecco 5 cantanti che ci piacerebbe vedere sul palco dell’Ariston al posto di Junior Cally.

5) Francesco Salvi

Che fine ha fatto? Anche se se ne sono perse le tracce “musicalmente” parlando, forse non tutti sanno che il comico lombardo ha all’attivo ben 8 album. Salvi ha vinto 5 volte il premio Disco di platino e 7 volte il Disco d’oro: il suo principale successo è Megasalvi, disco che contiene i singoli C’è da spostare una macchina ed Esatto!. Proprio con quest’ultima, Salvi partecipa nel 1989 al Festival di Sanremo ottiene un risultato di tutti rispetto, classificandosi in settima posizione. Con Esatto! Salvi prende per i fondelli tutta la musica italiana: “con tutto quello che si sente in giro proviamo a far cantare gli animali veri”.

4) Cochi e Renato 

Il duo comico formato negli anni sessanta da Aurelio Ponzoni, detto “Cochi”, e dall’eterno Renato Pozzetto oltre a farci ridere ci ha fatto cantare (e ridere insieme, due geni): La gallina, Canzone intelligente, E la vita, la vita, A me mi piace il mare sono tutte cose loro. Grazie ai loro testi surreali e spiritosi, Cochi e Renato furono chiamati a condurre Canzonissima, l’anti Sanremo: totalizzarono una media di 22 milioni di spettatori a serata. I ragazzi sembrano essere in grande forma: sarebbe anche ora di farli esibire all’Ariston – anche se ormai uno dei maggiori artefici del loro successo, Enzo Jannacci, non è più tra di noi.

3) I cavalieri del Re

Voi credete di non conoscerli, ma li conoscete eccome…  molti idolatrano e stimano Cristina d’Avena come l’originale interprete delle maggiori sigle dei cartoni per la tv italiana, ma i Cavalieri del Re non hanno niente da invidiare all’ex bimba dello Zecchino d’Oro:  Kimba, il leone bianco , Sasuke, L’Uomo Tigre (che giro di basso della madonna!), Coccinella, Lo specchio magico, Yattaman, La ballata di Fiorellino, Gigi la trottola, Chappy, Devil man sono roba che si sarebbe meritata non solo il palco di Sanremo ma anche il podio. Insomma, sempre meglio di Mahmood.

2) I Prophilax

Se vi da fastidio il linguaggio scurrile, il vilipendio alle figure religiose, gli insulti alle minoranze quali gli omosessuali e se non apprezzate un’opera d’arte cinematografica come Puttanic astenetevi dall’approfondire i Prophilax, che dal 1990 propinano disagio, coprolalia e tanta felicità ai giovani italiani. Vederli sul palco è un’impresa titanica, irragiungibile, ma chiunque li sappia apprezzare donerebbe un rene per vedere la reazione di Rula Jebreal ad uno dei delicatissimi testi conditi da una leggera vena di misoginia di Fabio Pinci e co.

1) Squallor

Gli Squallor sono sul podio e sul palco di Sanremo praticamente da sempre visto che tra i fondatori c’erano i compositori e discografici Daniele Pace, Totò Savio, Giancarlo Bigazzi, autori e responsabili di alcune delle maggiori hit degli anni settanta fino agli anni ottanta. Tuttavia, non si sono mai esibiti come gruppo ufficiale sul palco dell’Ariston e lì sì che sarebbe venuto giù il teatro, altro che farfallina di Belen. Demenziale per demenziale, meglio quello intenzionale.

Ilaria Paoletti 

1 commento

  1. Quando mai i Prophilax hanno insultato gli omosessuali? Evitate di scrivere puttanate solo per cercare di arruolare chi non ha niente a che vedere con voi nel vostro baraccone fascistoide. Ridicoli.

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