Tallinn, 21 dic – L’Estonia è una piccola nazione di 1,3 milioni di abitanti (quanti la sola città di Milano) e rappresenta il più ‘nordico’ degli Stati baltici, distante solo qualche decina di kilometri in linea d’aria dalla capitale finlandese Helsinki. Questo particolare geografico esemplifica bene la realtà di una nazione divisa tra l’identità scandinava e quella russa, retaggio di una lunga occupazione.

Per conoscerne meglio la realtà abbiamo intervistato i portavoce dei due principali soggetti politici nazionalisti estoni. Ad entrambi abbiamo rivolto le stesse domande.


Jaak Madison è il più giovane deputato del parlamento estone, eletto nel 2015 a soli 24 anni con il Partito Popolare Conservatore Estone (Eesti Konservatiivne Rahvaerakond, EKRE).

Come nasce e si sviluppa il Partito Popolare Conservatore Estone e quali sono i suoi principali obiettivi politici?

Il Partito Popolare Conservatore di Estonia viene fondato nell’aprile 2012 dalle ceneri del Partito Popolare Rurale Estone (divenuto successivamente Unione Popolare Estone) che è stato al governo dal 2004 al 2007. Purtroppo alcuni scandali legati alla corruzione ne hanno decretato il declino, con la maggior parte dei dirigenti che sono passati ad altri partiti. Alle elezioni politiche del 2011 ottiene soltanto il 2% e non riesce ad entrare in Parlamento. Nel 2012 avviene l’unione con il Movimento Patriottico Estone dalla quale nasce l’EKRE, con una classe dirigente completamente rinnovata ed un programma politico aggiornato. Le prime elezioni affrontate sono quelle amministrative del 2013 dove otteniamo circa il 3%, poi le Europee del 2014 dove ci attestiamo al 4% ed infine le elezioni politiche del 2015 che ci vedono arrivare all’8% eleggendo 7 deputati. La crescita continua ed i sondaggi adesso ci danno tra il 13 ed il 15%. Il nostro scopo politico è far crescere la nazione, in particolare dal punto di vista economico, e tutelarne lingua e tradizioni, in collaborazione con gli alleati europei ed americani.

Qual è la situazione politica attuale in Estonia?

Il mese scorso c’è stato un cambio di governo. Le ultime elezioni erano state vinte dal Partito Riformatore (destra liberale) che aveva formato una coalizione di governo insieme ai socialdemocratici e ad ai conservatori (almeno sulla carta) dell’IRL (Unione della Patria e Res Publica). Recentemente però il presidente in carica è stato sfiduciato e sostituito dall’alleanza tra Partito di Centro e IRL. Il Partito Riformatore è stato al governo in modo quasi ininterrotto dal 1995, la gente si è stancata e voleva un cambiamento. Purtroppo però il nuovo premier è espressione di un partito (Partito di Centro) di sinistra liberale sostenuto dal 90% dei russi che vivono in Estonia e che ha come scopo la difesa dei loro interessi e non di quelli estoni. Questa per noi è una cosa molto grave e rischiosa, in Estonia infatti circa il 30% della popolazione è di etnia russa, il 55% a Tallinn ed oltre il 90% in alcune città orientali. Con questo accordo di governo l’IRL ha perso la maggior parte dei suoi elettori che adesso vedono in noi l’unico partito conservatore e nazionalista.

Negli ultimi tempi in molte nazioni stanno crescendo le proteste contro Unione Europea ed Euro. Pensate che sia stata giusta per l’Estonia la scelta di aderire all’UE e di adottare l’Euro come moneta?

Nel 2004 quando siamo entrati nell’UE è stata una buona scelta. Il problema è che adesso l’UE è cambiata e non è più la stessa di allora. L’idea iniziale era quella di una federazione di stati indipendenti, adesso invece si parla di una vera e propria unione con decisioni che vengono prese centralmente. La gente non vede di buon occhio questa cosa, come dimostra anche la Brexit. L’ingresso dell’Estonia nell’Euro del 2011 invece è stata una decisione sbagliata fin dall’inizio. Non è possibile imporre le stesse regole tra paesi che hanno differenze strutturali molto importanti tra loro, così si distrugge l’economia non si fa crescere.

Le relazioni tra Russia ed Estonia sono sempre state molto difficili. Con Putin presidente russo è cambiato qualcosa?

È vero i rapporti sono sempre stati piuttosto difficili e con Putin sono peggiorati perché il suo scopo è quello di far tornare grande la Russia e questo causa automaticamente conflitti con gli Stati confinanti, come abbiamo visto nel 2008 con la guerra in Georgia ed adesso in Ucraina. Qui, come anche in Lettonia, stanno cercando di convincere attraverso i loro media i cittadini di etnia russa che l’Estonia è contro di loro e che solamente una Russia forte può proteggerli. Tutto ciò però è falso.

Siete in contatto con qualche partito italiano?

Sì, qualche settimana fa ho avuto un incontro a Bruxelles con i rappresentanti della Lega Nord con la quale abbiamo punti di vista simili su questioni economiche e rapporti con l’UE.

Indrek Olm è uno dei leader e portavoce in Estonia del movimento Soldati di Odino (Soldiers of Odin, SOO).

Come nasce e si sviluppa il movimento Soldati di Odino in Estonia e quali sono i suoi principali obiettivi politici?

All’inizio volevamo solo mantenere i nostro quartieri e le nostre famiglie al sicuro pattugliando le strade, ma ben presto ci siamo resi conto che ciò non era sufficiente. Abbiamo bisogno di un governo guidato dal buon senso e dall’interesse nazionale, che non prenda ordini da Bruxelles, Mosca o Washington. Il nostro obiettivo principale non è in realtà strettamente politico, vogliamo risvegliare la gente prima che sia troppo tardi. Le ultime notizie da Berlino dimostrano che non siamo troppo paranoici sugli effetti dell’immigrazione clandestina…

Qual è la situazione politica attuale in Estonia?

Abbiamo nuovo governo formato da socialdemocratici e centristi, ma lo spettacolo offerto nel primo mese non mostra certo un miglioramento. Continuano ad ignorare le istanze dei cittadini così come il governo precedente ed hanno la stessa linea favorevole all’immigrazione, l’unica novità è l’aumento delle tasse!

Negli ultimi tempi in molte nazioni stanno crescendo le proteste contro Unione Europea ed Euro. Pensate che sia stata giusta per l’Estonia la scelta di aderire all’UE e di adottare l’Euro come moneta?

Siamo favorevoli ad un Unione Europea che rappresenti esclusivamente un’alleanza economica tra paesi indipendenti ma non vogliamo prendere ordini Bruxelles. Sarebbe come tornare a vivere sotto il controllo dell’Unione Sovietica, dalla quale siamo fuggiti 25 anni fa.

Le relazioni tra Russia ed Estonia sono sempre state molto difficili. Con Putin presidente russo è cambiato qualcosa?

E’ una situazione complicata, non crediamo alla demonizzazione della Russia che viene portata avanti dai media mainstream. Per esperienza diretta sappiamo che non possiamo fidarci della loro propaganda che spesso risulta falsa.

Siete in contatto con qualche partito italiano?

Attualmente no, ma siamo favorevoli a collaborare con tutti i movimenti e le organizzazioni nazional-conservatrici d’Europa.

A cura di Giuliano Lebelli

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