Brasilia, 3 gen – Qualcosa che non piacerà alle femministe. Che Jair Bolsonaro sia la versione brasiliana di Trump – quanto ad odio e ostilità, riservatagli dall’universo mainstream – è noto da tempo. Che la scelta di avere “solo due donne” nel proprio esecutivo, sia l’assist perfetto per le varie accuse di “misoginia e sessismo”, è altrettanto scontato. Ma che la “ciliegina sulla torta”, per i vari detrattori e per il mondo femminista (brasiliano e non) sia rappresentata dalle parole di una di quelle “due donne”, è un contropiede inaspettato.

Si tratta infatti di Damares Alvez, neo ministro della Famiglia del governo Bolsonaro. Avvocato, pastore evangelico, antiabortista: la Alvez ha sempre promosso un modello tradizionale e conservatore sia di famiglia, che nella distinzione di ruoli. E quindi: “Le donne sono nate per essere madri e per rimanere prevalentemente a casa”. Parole che di sicuro faranno adirare il mondo progressista: quella smania di cancellare storia, tradizioni. Quella voglia malsana di sovrastare persino la natura, il suo inattaccabile “ordine delle cose”. Il neo ministro ha peraltro una storia molto travagliata alle spalle: stuprata a soli 6 anni da un missionario ospite della sua famiglia, è riuscita negli anni a tramutare quella esperienza atroce in desiderio di vita. Ha investito ogni energia per diventare avvocato e per sposare battaglie nobili, fra le quali difendere l’infanzia più a rischio.

Per la Alvaz, infatti, l’aborto non è mai una soluzione: la sua proposta è quella di condannare al carcere donne che decidono di abortire. In Brasile, ad oggi, l’interruzione di gravidanza è consentita in 3 casi: rischio per la vita della madre, di gravidanza da stupro o di acefalia del feto. In caso di stupro, secondo la proposta di legge del ministro, verrebbe assegnato un sussidio per mantenere il figlio fino ai 18 anni. “La gravidanza è un problema che dura solo nove mesi, mentre interrompere una gestazione accompagna la donna per la vita intera”, ha detto. Aggiungendo che “nessuna donna vuole abortire. Arrivano fino a questo punto semplicemente perché non è stata data nessuna altra opzione”. A dispetto delle varie accuse, a dispetto pure di quel “Medioevo” utilizzato allo sfinimento e con accezione unicamente denigratoria, la linea promossa da persone quali il neo ministro brasiliano è rivoluzionaria. Perché non può esserci futuro senza passato, né progresso senza vita: che i detrattori se ne facciano una ragione.

Chiara Soldani

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  2. Le donne possono fare tutto, essere patriote ed amare la famiglia, dirigere banche e grandi compagnie,essere protagoniste in ogni campo………le donne, se così vogliamo chiamarle,tipologia radical chic o pseudo femministe,le comuniste vigliacche e zeccose asociali meglio che stiano nella cloaca da cui provengono. Auguri.

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