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Roma, 22 set – “Le donne non possono guidare, hanno un quarto di cervello. Chi darebbe la patente ad una persona con un quarto di cervello?”. Così lo sceicco Saad Al Hajry, presidente del Consiglio della fatwa della provincia di Asir, nel sud dell’Arabia Saudita, si è pronunciato riguardo alla possibilità che il governo di Riyad conceda finalmente la possibilità alle donne di prendere la patente. Nell’unico Paese al mondo che impedisce alle donne di guidare i capi religiosi perseverano nella follia. Lo sceicco Al Hajry ha tentato poi di motivare, durante un incontro pubblico riservato ovviamente ad un uditorio di soli uomini, la sua convinzione: “Le autorità darebbero la patente a un uomo che dimostra di avere solo metà cervello?”. Tutti i presenti hanno risposto con un fragoroso: no. Il capo religioso allora ha sentenziato: “E perché mai allora dovrebbe darla alla donna che ne ha solo un quarto. Ovviamente non è colpa sua, ma è un aspetto fisiologico”.



Un monito che se pronunciato da uno sceicco saudita ormai paradossalmente non desta neppure stupore, la riprovazione è inevitabile ma non colpisce più, sembra tutto scontato. Eppure tra un mese la Shura, ovvero l’organo consultivo dei reali, discuterà la proposta di concedere alle donne sopra ai 40 anni la possibilità di ottenere la patente. Lo stesso principe ereditario Mohammed Bin Salman, 32 anni, che presto salirà al trono, sembra intenzionato secondo le indiscrezioni ad affrontare l’annoso problema, pronunciandosi a favore della concessione. Bene che vada comunque la Shura concederà i permessi soltanto alle donne sopra i 40 anni e solo nelle città.

Alle porte quindi non c’è affatto una rivoluzione interna negli usi e costumi sauditi, semmai un alleggerimento dei divieti più assurdi che caratterizzato il Paese probabilmente più repressivo del globo. Ad opporsi ai parziali e per certi versi risibili cambiamenti resta comunque l’ala più intransigente del wahabismo, che non perde occasione per mostrarsi ridicola e allo stesso tempo oscurantista. Non stupirebbe neppure che alla fine prevalga, come spesso accaduto, la linea che oggi sembra essere ormai minoritaria nel Paese.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. si è sempre malignato che dietro quella proibizione riservata alle donne,non ci fosse affatto un potenziale pericolo da evitare sulle arabe strade,ma semplicemente un “escamotage” per impedire loro di muoversi più agevolmente per andare a tradire carnalmente il mohammed di turno,marito o fidanzato che fosse.

    ora,che la proibizione continui a valere fino ai 40 anni anche se passasse quelle riforma legislativa,non fa che avvalorare il malignare di cui sopra…

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