La Mecca, 24 giu – Il luogo più sacro di tutto l’Islam era a rischio attentato. Le autorità saudite hanno annunciato di aver sventato un imminente attacco a La Mecca, pianificato da 3 cellule terroristiche con base nella città santa e a Gedda. Nel corso dell’operazione della polizia un kamikaze si è fatto esplodere in un palazzo dove si era rifugiato. Il palazzo è crollato e nel crollo sono rimaste ferite 11 persone, tra cui cinque agenti di polizia. 

Poco prima di farsi saltare in aria il kamikaze ha aperto il fuoco sui poliziotti che l’avevano scovato. Pare che l’uomo, secondo quanto riferito dalle autorità saudite, stesse progettando un attentato alla Grande Moschea.

Se l’attentato alla Mecca fosse andato a buon fine sarebbe stata una strage. Proprio in questi giorni sono milioni i musulmani di tutto il mondo giunti nella città santa per celebrare la fine del Ramadan. Si conta che quest’anno siano almeno un milione i pellegrini che si trovano a La Mecca in questi giorni.

Anche se la polizia parla di tre cellule terroristiche, non è ancora chiaro chi abbia progettato gli attacchi. C’è chi dice ci sia la mano dell’Isis, che dal 2014 sta rivendicando la paternità degli attacchi che hanno colpito l’Arabia Saudita, soprattutto nella zona orientale del Paese dove è presente la comunità musulmana sciita.

Tuttavia molti osservatori sostengono che l’attentato alla Grande Moschea della Mecca sia tutta una montatura e che l’operazione della polizia sia stata creata ad arte per alimentare le crescenti tensioni nel Golfo, soprattutto quelle con l’Iran e il Qatar con cui l’Arabia Saudita ha interrotto le relazioni diplomatiche.

Tuttavia, sia il Qatar sia l’Iran hanno condannato i piani di compiere un attentato e hanno espresso la loro solidarietà e il loro sostegno ai sauditi, sebbene Riad stia osteggiando in tutti i modi Doha e Teheran.

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