Buenos Aires, 9 ago – Dopo una fitta discussione, durata ore, nella notte il Senato argentino ha votato “no” alla legalizzazione dell’aborto. A giugno la Camera aveva votato “sì”. La proposta di legge prevedeva che l’interruzione volontaria di gravidanza sarebbe stata gratuita fino alla quattordicesima settimana. 38 i voti contrari e 31 favorevoli. La legge rimarrà dunque quella in vigore attualmente, e cioè che l’aborto è legale nei casi di stupro, di pericolo di vita per la madre, o se il feto non è sano. Per chi praticherà l’aborto clandestino possono aprirsi le porte del carcere con l’accusa di omicidio. Gli ultimi dati a disposizione, relativi al 2014, parlano di 43 decessi per aborto clandestino. Per poter tornare a discutere della legge, e presentare un altro testo, bisognerà aspettare il 2019.

Il voto in Senato della legge sull’aborto è stato preceduto da una massiccia campagna mediatica a favore della riforma e da numerose manifestazioni di piazza. Anche ieri, subito dopo l’inizio della discussione, fuori dal palazzo che ospita il Senato argentino numerose persone si sono accalcate sventolando fazzoletti verdi, che fin dal 2005 sono diventati il simbolo della battaglia a favore dell’aborto. Dopo che il risultato del voto al Senato è stato reso noto, si sono verificati una serie di scontri tra polizia e manifestanti. I militanti a favore della legge hanno lanciato bottiglie verso la parte della piazza in cui si erano radunati i movimenti pro-vita per festeggiare. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e almeno una persona è rimasta ferita.

Quella votata nella notte è solo l’ultima proposta di riforma sulla regolamentazione dell’aborto che il movimento del fazzoletti verdi ha presentato al Congresso. Negli anni sono state sette le proposte presentate, e nessuna è mai stata presa in considerazione. Questa volta il presidente neoliberista Mauricio Macrì, che si è sempre detto contrario all’aborto, ha acconsentito alla discussione. Secondo i critici, lo avrebbe fatto per sviare l’attenzione dai reali problemi dell’Argentina alle prese con un’altra pesante crisi economica.

Anna Pedri

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4 Commenti

  1. L’aborto come è legge in Argentina è giusto giá cosi. Oltre, è omicidio a tutti gli effetti. La vita inizia dal concepimento e qualsiasi altra versione in merito ai tempi di considerare “vita” il feto è solo panegirico profemminista. In tal senso non si dovrebbe procedere mai. Si parla di femminicidi in Italia, ma di questi infanticidi non ne parla nessuno.

  2. io sono più che d’accordo con la posizione del governo argentino:

    se non si vogliono figli ci si pensi prima:
    l’aborto è moralmente accettabile solo e soltanto in casi di stupri,tare gravi del feto o pericolo per la salute della madre.

    in tutti gli altri casi è una scelta riprovevole…
    fatta per comodità (un figlio indesiderato)
    che non ha giustificazione alcuna,oggi:
    i contraccettivi sono di uso comune,
    la cultura è più che sufficiente a comprendere le conseguenze di quello che si fa,
    e se dovesse esserci qualche intoppo ci sono quasi dovunque leggi di aiuto,tipo
    “madre segreta”
    che permettono di salvare il bambino senza distruggere la vita della madre.

    stando così le cose,premere per far passare leggi che giustifichino
    un aborto per sola volontà di liberarsi di un problema
    equivale ad essere complici di un infanticidio:

    e gelerà l’inferno prima che io sia complice di questo schifo repellente.

  3. Se in Italia avessimo avuto una legge sull’aborto sul modello di quella in vigore in Argentina, non saremmo precipitati nella crisi demografica che sarebbe inziata poco dopo, e che si aggrava di anno in anno. L’ISTAT stesso in più occasioni ci ha detto chiaramente che il costante calo della natalità dal 2008 ad oggi, non é dovuto solo a cause economiche, ma soprattutto strutturali della popolazione.

    La popolazione femminile in età da riproduzione diminuisce sempre più, poiché chi dovrebbe far figli oggi, i nati negli anni ottanta, sono nettaemente meno numerosi rispetto ai nati nei decenni precedenti. In sostanza, la criminosa legge 194/1978 fatta dal governo DC su pressione della sinistra e dei radicali, che ha consentito l’uso dell’aborto come se fosse un contraccettivo, ha recato danni irreparabili alla demografia italiana.

    Concordo pienamente con i commenti precedenti, e sul fatto che se non si vogliono figli bisogna evitarne il concepimento, non concepirli e poi sopprimerli con un ago, ovvero uccidendo una vita già formata. É criminale oltre che irresponsabile.

    Tra l’altro andrebbe pure ricordato che quando fu legalizzato l’aborto, in Italia la fecondità era al 2, 1, quindi non era affatto necessaria la 194, che forse nei paesi dell’Africa subsahariana non guasterebbe.

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