Buenos Aires, 12 ago –  L’indice Merval della Borsa di Buenos Aires cede il 30% a 31.078 punti; dietro questo crollo la batosta elettorale del presidente Mauricio Macri alle primarie. Il cambio peso contro dollaro in diminuzione del 26% rispetto alla scorsa settimana, essendo fermo a quota 56.

Il banco di prova delle presidenziali

Le elezioni primarie si sono svolte ieri in Argentina e Macri ne è uscito praticamente con le ossa rotte, raggiunto e grandemente superato dal leader dell’opposizione peronista Alberto Fernandez. Le primarie si sono svolte in previsione delle presidenziali, che si svolgeranno invece il prossimo 27 ottobre. La coalizione del peronista Fernandez si chiama Fronte di tutti e ha raggiunto 10,6 milioni di voti (48,86%). Macri, che punta alla rielezione, si è presentato in coppia con Miguel Angel Pichetto ottenendo 7,2 milioni di voti (33,27%). I risultati non sono vincolanti, ma offrono un’idea di ciò che può accadere alle elezioni del 27 ottobre. Pertanto, questo risultato mette i bastoni tra le ruote alle aspirazioni di Macri di raggiungere la rielezione.

I quattro candidati


Se Fernandez ottenesse il bis elettorale ad ottobre diventerebbe senz’altro l’inquilino della Casa Rosada al primo turno, senza necessità di ballottaggio. Attualmente, la prima conseguenza diretta delle primarie è che solo quattro candidati presidenziali, raggiunto almeno l’1,5% dei voti, potranno concorrere alle prossime presidenziali. Oltre a Macri e Fernandez, gli altri due candidati sono Roberto Lavagna che ha raggiunto l’8,61% e Nicolas Del Cano appartenente al Fronte di sinistra e dei lavoratori, che ha invece ottenuto il 2,98%.

Macri: “Cattiva elezione”

Macri ha mestamente ammesso la propria sconfitta alla stampa: “Riconosciamo di aver avuto una cattiva elezione”, ha detto ai giornalisti. Ma ha comunque atto un’appello alla sua coalizione invitando gli appartenenti a “raddoppiare gli sforzi” in vista di ottobre. Fernandez, d’altro canto, sostiene che la sua vittoria alle primarie contribuirà a “costruire un’altra storia” e fare “una Argentina migliore”. Nella provincia di Buenos Aires che è il principale bacino elettorale argentino, il candidato della colazione di Fernandez, Axel Kicillof, ha anche lui sorpassato ampiamente la governatrice uscente, Eugenia Vidal, facente parte della coalizione di Macri.

Ilaria Paoletti

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