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Roma, 30 mar – La flotta dell’Indian Air Force (IAF), l’aeronautica militare indiana, è composta da jet da combattimento di origine straniera. La loro modernizzazione è quindi soggetta a condizionamenti geoeconomici.

L’India cerca di sviluppare la propria industria della difesa al fine di raggiungere la sua indipendenza strategica. Inoltre, di fronte a una notevole accelerazione della crescita economica del paese, nuove missioni operative sono affidate allo IAF per proteggere gli interessi di questa quinta potenza mondiale, in particolare nella sua zona di influenza che si estende da Golfo Persico allo stretto di Malacca.

Nel 2007, i requisiti operativi dell’IAF sono stati pertanto oggetto di una gara internazionale per 126 aerei da combattimento il cui montaggio doveva essere effettuato principalmente in India. Grazie alle scelte oculate, nel contesto della politica militare francese, Dassault Aviation è riuscita ad aggiudicarsi la vendita di 36 aerei da combattimento. L’annuncio ufficiale di questo ordine è stato fatto dal primo ministro indiano Narendra Modi il 10 aprile 2015 dall’Eliseo. Le negoziazioni si sono concluse con la firma di un accordo intergovernativo il 23 settembre 2016.

Nonostante poche settimane dopo, Dassault Aviation abbia annunciato la sua scelta di partnership con il gruppo privato indiano Reliance a danno di una delle 9 società di difesa pubblica Hindustan Aeronautics Limited ( HAL) e nonostante le lotte di politica interna, le ambizioni strategiche dell’India sono di portata internazionale.

Lo sviluppo di una solida base industriale di difesa sta gettando le basi per la sua futura potenza militare contro una Cina pesantemente equipaggiata. Le compensazioni o gli investimenti compensativi, negoziati secondo i termini del contratto Rafale e criticati da determinati gruppi politici, rimangono una pratica comune nei principali contratti commerciali internazionali. Sono un mezzo per sviluppare un ecosistema industriale di difesa di livello mondiale. L’India sta cercando di ridurre la sua dipendenza dalla difesa promuovendo la politica “Make in India”, programma strategico di Modi progettato per incoraggiare l’ascesa delle competenze delle imprese nazionali, in particolare nel settore della  difesa.

Giuseppe Gagliano

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