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salahRoma, 29 mar – Il Belgio poteva fare di più per prevenire gli attentati? Ribaltiamo la questione e diciamo che fare di meno era praticamente impossibile. E non parliamo tanto del gioioso modello “multiculturale” che ha fornito il brodo di coltura del terrorismo internazionale, ma proprio delle misure di polizia prese alla vigilia degli attacchi, quando la situazione sembrava già caldissima e molti indizi lasciavano pensare che Bruxelles fosse nel mirino.



L’ultima notizia viene dall’America: l’FBI aveva trasmesso alla polizia olandese informazioni sui precedenti penali dei fratelli kamikaze, Ibrahim e Khalid El Bakraoui, che si sono fatti saltare nella metro e all’aeroporto di Bruxelles. Tutto questo appena sei giorni prima degli attentati. Non è il primo avvertimento che sembra caduto nel vuoto. Già la Turchia aveva estradato Ibrahim El Bakraoui, pizzicato in procinto di recarsi in Siria come jihadista, ma l’uomo era stato liberato dalle autorità belghe. “Lo abbiamo preso a Gaziantep, lo abbiamo estradato, ma quei signori non hanno preso alcune misura contro il terrorista e lo hanno rilasciato… spiegateci il motivo”, ha detto il presidente turco Erdogan, definendo le autorità belghe come “incompetenti”.

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Non che Erdogan abbia granché da rimproverare al prossimo in tema di contrasto al terrorismo, ma la notizia sembrerebbe comunque fondata. Ancora: la Grecia aveva inviato a Bruxelles le mappe trovate in uno degli appartamenti usati da Abaaoud in terra ellenica. Mappe che riguardavano l’aeroporto di Bruxelles poi colpito dagli attentati. Alla richiesta di procedere insieme nelle indagini, il Belgio avrebbe risposto alle autorità di Atene “no, grazie, facciamo da soli”. Si è visto. E che dire della notizia secondo cui un poliziotto di Mechelen avrebbe segnalato addirittura il 7 dicembre l’indirizzo in cui poi, solo più di tre mesi dopo, sarà ritrovato di Salah Abdeslam? Altra informazione chiave, che avrebbe potuto salvare delle vite, ma che si è persa in un cassetto. Poi, però, Salah lo hanno preso comunque. Ma per interrogarlo se la sono presa comoda: secondo Le Monde, l’uomo è stato ascoltato solo due volte, per un’ora ciascuna, perché stanco e ferito. La prossima volta tanto vale aiutare direttamente i terroristi a piazzare le bombe.

Roberto Derta

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